VITICOLTURA. Nuove pratiche sostenibili con l’obiettivo di eliminare i fitofarmaci

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Ottenere piantine figlie di Glera per la produzione di Prosecco resistenti a peronospora e oidio – le principali malattie che affliggono la vite – e promuovere nel contempo lo sviluppo di nuove pratiche agricole sostenibili, e di una vitivinicoltura libera dall’utilizzo di prodotti fitosanitari: questi gli obiettivi del progetto GLERES, avviato nel 2017 e frutto di una collaborazione tra Confagricoltura Treviso e il CREA-VE (il Centro di Ricerca per la Viticoltura ed Enologia). Coinvolte anche 17 cantine delle terre del Prosecco, che finanziano la ricerca insieme all’associazione guidata da Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi.

A tre anni dal via –dopo che nel 2017 la varietà Glera era stata incrociata con numerosi parentali resistenti alle malattie fungine, e dopo che nel 2019 i primi germogli ottenuti erano stati piantati – arrivano i primi risultati tangibili: oltre ad un numero elevatissimo di incroci andati a buon fine (che hanno permesso di completare già nel 2020 il numero complessivo previsto di 12 mila piantine figlie di Glera) ed il miglioramento del protocollo che permette di effettuare maggiori controlli molecolari in maniera più efficiente, ecco i primi grappoli d’uva, comparsi a settembre 2020. Su questi verranno effettuate attente analisi sensoriali dai ricercatori guidati da Riccardo Velasco, direttore del CREA-VE, cui seguirà la vinificazione su piccola scala: in questo modo, non verrà valutata solo la resistenza delle piante, ma anche il loro potenziale enologico.

Le cantine che sostengono il progetto sono: Le Rive, Ruggeri & C, Foss Marai, Fratelli Bortolin, Le Contesse, Biancavigna, Masottina, Borgoluce, Luca Ricci, Col Vetoraz spumanti, Adriano Adami, Le Colture, Fratelli Mercante, Abbazia di Busco, Tenuta San Giorgio, Marcello del Majno, Graziano Merotto.