MONTEBELLUNA. Massimo Corrà propone un tavolo istituzionale per costruire un clima di serenità e operosità

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Investimenti ambientali, ricerca e analisi degli odori, contenimento dei rumori: da quando il gruppo Corrà ha preso la guida della fonderia di via Cal Piccola di Montebelluna queste sono state le tre direttrici per ammodernare gli impianti e anche per venire incontro alle attese della popolazione. Attorno alla fabbrica, presente dal 1958, sono via via sorte numerose abitazioni e la co-presenza di zona industriale e di zona residenziale è risultata a volte conflittuale. Per questo, il presidente Massimo Corrà alcune settimane fa ha rinnovato al Comune la proposta di costruire insieme con le Istituzioni un piano di riduzione dei rumori. “La volontà e la proposta sono di poter concordare un percorso di interventi condiviso e risolutivo”, ha detto Massimo Corrà, “perché nello stabilimento di Montebelluna le competenze tecniche delle persone che ci lavorano e degli impianti sono competitive, negli ultimi 24 mesi abbiamo investito poco meno di 3 milioni di euro per l’adeguamento alle nuove norme ambientali e abbiamo poi condiviso l’installazione di centraline Arpav per misurare la qualità dell’aria. Per gli odori, oltre agli impianti già installati, una società specializzata ha concluso a settembre la prima fase di analisi e una seconda fase di studio è già in corso. Infine, per il contenimento dei rumori abbiamo già individuato alcune ulteriori iniziative in collaborazione con gli Enti. Noi produciamo componenti meccanici di qualità, richiesti sui mercati interno ed estero. Nonostante l’attuale periodo di profonda crisi, sosteniamo i livelli occupazionali con quasi 500 dipendenti e un indotto di circa 2mila unità. Ecco, intendiamo assicurare serenità alle famiglie dei nostri collaboratori e svolgere la nostra attività in un dialogo corretto e proficuo con le Istituzioni”. Recentemente, Amministrazione comunale e Fonderia sono comparsi davanti al giudice per un verbale da parte del Comune sui rumori e al quale Fonderia ha fatto opposizione. La sentenza del giudice di pace ha dato ragione alla Fonderia. “Una sentenza che ha confermato la correttezza del nostro operato e ci spinge a portare avanti le nostre convinzioni di imprenditori sensibili e inseriti nel territorio”, ha concluso Massimo Corrà, “e vorremmo costruire relazioni trasparenti che abbiano come fondamento la legge e come obiettivo la serenità sociale. Mi auguro che l’Amministrazione comunale possa manifestare la volontà di condividere questi obiettivi”.