MONTEBELLUNA. L’archivio del generale Garioni entra nel MEVE

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Sergio Miotto

Il MAVE di Montebelluna si arricchisce di nuovi documenti che permettono di ampliare lo sguardo sugli eventi dell’epoca. Grazie alla disponibilità di Sergio Miotto, documenti, foto e tanto altro sono entrati a far parte del patrimonio del Museo in comodato gratuito per dieci anni. Si tratta di una porzione dell’archivio del generale Vincenzo Garioni (1856-1929), montebellunese che però poco ha avuto a che fare con la sua città d’origine.
Sergio Miotto ha scoperto tutto quel ben di Dio al momento dell’acquisto di alcuni mobili della villa del Garioni costruita accanto a Villa Pisani, oggi sede del Memoriale. Gli sono stati anche offerti due bauli, quelli che il generale portava con sé nei suoi viaggi in Cina e in Libia, pieni zeppi di corrispondenza, carteggi e foto. Le foto, in particolare, con le descrizioni accurate di luoghi persone e momenti sono molto utili per approfondire la storia. L’archivio è stato presentato oggi, giovedì 12 novembre, in una conferenza stampa alla presenza del donatore, dello storico montebellunese Lucio De Bortoli e della conservatrice del Museo Irene Bolzon.

C’è un punto sul quale riflettere, ha detto De Bortoli, nel 1856 è nato Vincenzo Garioni, nel 1859 Pietro Bertolini e nel 1867 Augusto Serena: tre montebellunesi di peso nella scena culturale o politica italiana. C’è già l’archivio Serena e Garioni, ora si devono trovare le risorse per avere e mettere a disposizione del pubblico quello del Bertolini. Sono pezzi di storia locale che vanno a completare quella generale perché, come afferma Irene Bolzon, il primo libro di storia è l’album di famiglia.

Ora che i documenti del Garioni sono entrati in Memoriale, c’è molto lavoro di inventario e di studio da fare per poterli poi restituire al pubblico.

I carteggi più interessanti sono quelli che riguardano il nostro colonialismo. Il generale Garioni infatti è stato inviato in Cina per sedare la rivolta dei boxer contro l’influenza straniera. Un intervento il nostro, forse meno violento di quello di altri stati colonizzatori, ma non privo di razzie. E’ stato anche governatore della Tripolitania e della Cirenaica. Periodi storici non facili da giudicare con lo sguardo dell’oggi. Serve invece rifarsi all’epoca in cui il colonialismo rientrava nella normalità. Il generale Garioni è stato anche comandante del primo corpo d’Armata della grande guerra

“Figure come quella di Garioni, Bertolini e Serena -ha detto Lucio De Bortoli- devono uscire dallo steccato locale”. La loro storia è un patrimonio dell’umanità. (nf)