TREVISO-BELLUNO. Tonfo degli indici della produzione. Ma per quasi metà delle aziende prende corpo il rimbalzo

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Fra aprile e giugno, nel pieno dispiegamento degli effetti economici legati all’emergenza sanitaria, il comparto manifatturiero accusa un fortissimo calo di produzione e fatturato, che si aggiunge all’andamento già ampiamente negativo del primo trimestre. Su base annua la produzione industriale della provincia di Treviso risulta così in calo del -22% (del -17,9% rispetto al primo trimestre 2020; la variazione); ancor più intensa la caduta dell’indicatore in provincia di Belluno al -33% (-24,8 rispetto al primo trimestre di quest’anno)). Per il terzo trimestre prende corpo, però, un parziale rimbalzo delle attività: il 43-47% delle imprese intervistate nei due territori prevede una significativa risalita dei livelli produttivi.
Analoghe cadute a due cifre si registrano per fatturato, ordinativi interni ed esteri, con giusto una maggiore tenuta (o meglio, una minore flessione) del fatturato estero: -9,1% a Treviso sul trimestre precedente; -13,3% a Belluno. Questa la fotografia senza precedenti che emerge dalla consueta indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto: che si basa su un campione di 459 imprese con almeno 10 addetti (per quasi 15.500 addetti) per la provincia di Treviso e di 80 imprese (per oltre 3.000 addetti per la provincia di Belluno. “Dobbiamo guardare con attenzione ai diversi segnali che stanno danno forma alla ripartenza delle attività”, ha detto il presidente Mario Pozza, “ma senza facili illusioni: ci vorrà tempo per riprenderci da questo shock. Ma nemmeno restando a piangere sul latte versato. Ciò significa passare dall’assistenzialismo indifferenziato ad oltranza, a più mirate misure di sostegno, per quei settori che stentano ad agganciare, per diversi motivi, la ripartenza delle attività”.