TREVISO. Calesso: “Grazie al Piano Regionale Casa, villa Van Den Borre verrà demolita per far spazio a condomini”

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Pubblichiamo parte di un comunicato di Gigi Calesso, Coalizione Civica per Treviso.

Secondo i cartelli apposti sulla cinta muraria degli edifici interessati parrebbe già autorizzato il progetto di demolizione di villa Van Den Borre in via del Mozzato, destinata a lasciare il posto ad alcuni condomini di nuova costruzione. L’interventocomporterà l’abbattimento della villa anni ’20 e la completa distruzione del patrimonio arboreo del parco che la circonda (o almeno un suo pesantissimo ridimensionamento).

Villa Van Den Borre e gli alberi del suo parco saranno vittime del “Piano Casa” della Regione Veneto perché, come si legge nel cartello apposto sul muro di cinta degli edifici è autorizzato ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 14 (del 2009) che così recita:

 

Villa Van Den Borre e il suo parco si aggiungono ai già numerosi casi in città (dal “bosco verticale” a via Piave a via D’Azeglio) in cui il “Piano Casa” ha consentito o consentirà di abbattere piccole abitazioni o villette per dare spazio a palazzetti o veri e propri condomini, con l’inevitabile corollario di consumo di suolo e di abbattimento di alberi e piante.

Tra l’altro il Consiglio Regionale – con la legge 14/2019 – ha trasformato il “Piano Casa” in uno strumento ordinario per consentire l’aumento dei volumi degli edifici esistenti, della loro superficie e altezza, in deroga ai parametri urbanistici vigenti. La normativa, di fatto, espropria i comuni della possibilità di gestire una parte significativa dl loro territorio, quella caratterizzata da una edificazione già esistente che può essere incrementata senza bisogno che l’intervento venga autorizzato dall’amministrazione comunale.

In buona sostanza, se uno dei problemi delle nostre città è il “disordine urbanistico”, la mancanza disegni organici dello sviluppo cittadino, con il Piano Casa si favorisce la cristallizzazione di questa situazione. Gli interventi di incremento dei volumi dei singoli edifici, al di fuori di un progetto organico di rigenerazione urbana, infatti consolidano la preesistente condizione di dispersione dell’edificazione sul territorio, lo sprawl urbano, che sono i problemi urbanistici del nostro territorio.

E’ sempre più necessario e urgente che l’amministrazione comunale di Treviso chieda alla Regione la revoca o la modifica sostanziale della legge sul Piano Casa, altrimenti in città continuerà lo stillicidio di abbattimenti di edifici (anche di pregio architettonico) e di alberi per lasciare spazio a nuovi complessi ben più imponenti di quelli preesistenti.