TREVISO. Palazzine e condomini grazie al Piano Casa della Regione

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Da Coalizione Civica per Treviso riceviamo e pubblichiamo.

“Sono numerosi i casi in città di edifici “ristrutturati” sulla base del “Piano Casa” della Regione che ha consentito in alcuni casi dei modesti ampliamenti delle abitazioni funzionali a una loro miglior fruizione, in altri la realizzazione di palazzine o di veri e propri condomini dove prima si trovava una normalissima casa o una villetta.

Qui siamo all’incrocio tra via Piave e via Marconi, di fronte alla chiesa di San Pio X, a poche centinaia di metri dallo stadio.

Come è evidente dal confronto tra il “prima” (l’edificazione preesistente) e il “dopo” (l’edificio attualmente in costruzione) l’aumento di cubatura è molto elevato e l’impatto sul paesaggio urbano del palazzo in fase di realizzazione è completamente diverso da quello delle piccole abitazioni che sono state abbattute per lasciare spazio al nuovo condominio.
La vista laterale del cantiere dimostra che l’edificio ha anche una profondità rispetto alla strada molto superiore a quella dei fabbricati preesistenti e dal “rendering” che spicca all’esterno del cantiere sembra che l’altezza massima del nuovo palazzo non sia stata ancora raggiunta. Il nuovo fabbricato, infatti, prevede sette unità abitative. La notifica all’esterno del cantiere mette in evidenza che l’edificazione in corso viene effettuata “ai sensi dell’art. 3 e seguenti della L.R. 14/2009 e SS.MM.II.”, cioè del “Piano Casa”. Sulla base degli effetti, non perversi ma, anzi, assolutamente calcolabili, di questa normativa (i casi di applicazione sono numerosissimi) è possibile affermare che la dichiarata volontà politica di questa amministrazione regionale di “contenere il consumo di suolo” non è confermata dai fatti, anzi la realtà si incarica di dimostrare che è vero esattamente il contrario”.