TREVISO. E-commerce in crescita. Pozza: “Dobbiamo insistere”

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Coronavirus, lockdown, e-commerce, ripartenza. Tra il primo trimestre di quest’anno e lo stesso periodo dell’anno scorso nelle province di Treviso e di Belluno le imprese che praticano il commercio elettronico hanno conosciuto un incremento superiore al 21%, più che in tutte le altre province del Veneto. Questo dato è stato comunicato da Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno Dolomiti. L’Italia nel 2019 si trovava al 24° posto su 28 Paesi Ue per indice di digitalizzazione. Se prima alcune modalità digitali potevano anche essere rimandate, ora sono indispensabili alle imprese per continuare a fare business e ai servizi pubblici per essere sempre più semplici ed efficaci per imprese e cittadini. “Abbiamo ritenuto di fare il punto su uno degli aspetti del digitale che più facilmente può essere verificato tramite alcune statistiche e fonti amministrative in possesso al sistema camerale: la mappatura di quante imprese praticano il commercio elettronico sia come core-business (attività primaria d’impresa) che come attività secondaria (a titolo di esempio: il produttore di articoli sportivi, che ha anche la piattaforma di vendita on-line)”.
La mappatura per codici Ateco non può essere che una fotografia parziale del fenomeno, perché non per tutte le attività d’impresa svolte in via principale c’è l’obbligo di dichiarare lo svolgimento di commercio on-line in via secondaria. Sfuggono inoltre, tutte quelle situazioni in cui le imprese ricorrono al commercio elettronico affidandosi a dei service specializzati. Una strada peraltro da incentivare perché va incontro proprio alle esigenze dei più piccoli.
I numeri. Delle 1500 imprese regionali che svolgono il commercio elettronico come attività principale sono quasi 280 quelle che operano in provincia di Treviso e quasi 40 quelle in provincia di Belluno: trattasi per il 65% di microimprese e per il 26% di quelle trevigiane e per il 16% di quelle bellunesi di imprese giovanili. Queste consistenze stanno conoscendo un’importante crescita: del 10% mediamente negli ultimi anni. A queste imprese che dichiarano di effettuare il commercio elettronico come core business  se ne aggiungono altre 750 in provincia di Treviso e 160 in provincia di Belluno che dichiarano l’e-commerce come attività secondaria. Una quota rilevante di queste imprese è costituita da esercizi commerciali al dettaglio, quasi 230 a Treviso e 65 a Belluno, che praticano anche il commercio elettronico, soprattutto nella moda ma anche in molti altri settori, ulteriore “effetto collaterale” del Covid-19 che in questo caso favorisce il “negozio di vicinato” rispetto al modello “Amazon”. Le imprese che fanno commercio elettronico si addensano nei centri urbani. Nel comune di Treviso si localizza il 14% delle imprese trevigiane (37 unità) che praticano l’e-commerce come core-business.