TREVISO. Coldiretti pronta a difendere la propria cunicoltura

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“La speculazione continua e forse c’è il disegno di affossare la capitale della cunicoltura nazionale che è sotto attacco speculativo. A dirlo sono i prezzi: quelli al consumo stabili e quelli pagati ai cunicoltori, prezzi in discesa libera che non riescono nemmeno a coprire i costi di produzione”. Giorgio Polegato (foto), presidente di Coldiretti Treviso, lancia l’allarme e chiede a gran voce un incontro chiarificatore che porti delle soluzioni al settore con gli attori principali della filiera cunicola. Coldiretti di Treviso nelle scorse settimane aveva riunito in una conferenza on line d’urgenza le principali aziende trevigiane.   Si ricorda che storicamente la Marca trevigiana vanta una produzione da primato nazionale e tuttora la provincia di Treviso è la prima in Italia per produzione di conigli con 2,5 milioni di capi su 20 milioni prodotti nel nostro Paese. Le aziende cunicole trevigiane ad attività principale sono ben 70.

“Vogliamo denunciare il gravissimo stato di crisi che il settore cunicolo sta vivendo – ribadisce Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso – La Marca trevigiana è la più importante in Italia ed una delle prime in Europa per la produzione di coniglio ad altissimo standard di qualità. Da due settimane a questa parte il prezzo è sceso di oltre il 20%, a fronte di un consumo aumentato del 4%”. Sarebbe in atto quindi una speculazione da parte del mondo industriale della macellazione che rende la filiera totalmente iniqua. Infatti, mentre il prezzo al consumo è costante (8\9 € kg), il prezzo ai produttori trevigiani è di 1,2 €\kg con un ricarico scandaloso che supera anche il 500 per cento.

“Il vero effetto di tutto questo è che le aziende rischiano di chiudere facendo sparire un prodotto dell’eccellenza made in Italy con la speranza di qualcuno di importare conigli a costi bassissimi come la loro qualità – aggiunge Polegato – A breve sugli scaffali avremo solo coniglio spagnolo o francese, paesi dove peraltro non si registra questo fenomeno speculativo”. Non manca la richiesta di Coldiretti Treviso: “Si chiede un prezzo di sopravvivenza a minimo 2 € al kg a fronte dei costi di produzioni che possono raggiungere 1,80 € al kg – conclude Polegato – Il mondo della macellazione deve essere consapevole che la scomparsa  dei produttori nostrani provocherebbe delle problematiche a tutta la filiera”.