DEMOGRAFIA. Il 25% della popolazione della Marca Trevigiana supera i sessantacinque anni.

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Invecchiamento della popolazione, solitudine e non autosufficienza: tre fattori che nel futuro del Veneto sono già interconnessi e lo saranno sempre di più se non si adottano ora soluzioni lungimiranti in ambito socio-sanitario, ma soprattutto sociale. Anche nella Marca dove, pensando alla fascia di popolazione più anziana, un quarto degli ultraottantenni (circa 13mila persone) non è in grado di badare a se stesso.

 DEMOGRAFIA E ASPETTATIVA DI VITA. Più aumenta l’aspettativa di vita e più emergono i problemi relativi alla salute delle persone anziane. Nella Marca gli ultrasessantacinquenni sono oltre 195mila (il 22% della popolazione totale, contro il 18,4% del 2008), mentre gli ultraottantenni superano le 57mila unità. In 30 anni (2018-2048), poi, l’aspettativa di vita passerà per gli uomini da 81,6 a 85,6 anni e per le donne da 85,9 a 89, 2 anni.

ANZIANI SOLI. L’invecchiamento della popolazione porta con sé un altro problema che è quello della solitudine. Un vero e proprio dramma per tantissimi anziani trevigiani, soprattutto per gli ultraottantenni molti dei quali sono in condizioni di non autosufficienza: gli over 80 che vivono soli nella Marca sono circa 35.500, in pratica sei ultraottantenni ogni dieci. Fra questi il 73,4% è donna.

 NON AUTOSUFFICIENZA. In tale contesto emerge la questione della non autosufficienza, parziale e totale. In Veneto, secondo un’indagine realizzata dall’Istituto di ricerca Morosini, gli anziani non autosufficienti superano quota 200mila. Elaborando i dati dell’Inps relativi agli invalidi civili (con percentuale di invalidità dal 74% al 100%) che dunque devono confrontarsi con il problema della non autosufficienza, emerge che gli anziani over 65 non autosufficienti nella Marca sono poco meno di 17.500. Ancora più rilevante il dato riferito agli ultraottantenni invalidi: sono quasi 13.200 quelli riconosciuti come tali, uno su 5.

RIFORME E RICHIESTE. Il problema della non-autosufficienza è collegato a doppio filo alla riforma delle strutture per anziani. Il Veneto è rimasta l’unica regione d’Italia a non aver riformato le Ipab (sono 20 quelle pubbliche in provincia di Treviso), a non aver cioè recepito una legge nazionale del 2000 che prevedeva la loro trasformazione in strutture da inserire nella rete di assistenza territoriale. In questa vacatio il settore privato è stato enormemente favorito grazie ai minori costi di gestione e ai minori controlli.