FONTANELLE. Sezione dell’associazione Carabinieri intitolata a Luigi Maronese

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La Sezione dell’Ass Naz. Carabinieri di Fontanelle – Mansuè – Portobuffolè ha voluto onorare la memoria del carabiniere Luigi Maronese, caduto nell’adempimento del proprio dovere insieme al collega, Appuntato Enea Condotto, vittime dei N.A.R. nuclei armati rivoluzionari di ispirazione neofascista, il 5 febbraio 1981 a Padova, sul Lungaggine Scaricatore, ora denominato Lungaggine Condotto e Maronese.
Per tale fatto eroico, il 29 gennaio 1982, entrambi furono insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”.
Si ricorderà che i due militi, fatti bersaglio del fuoco terroristico, benché feriti riuscirono ad allertare via radio la propria centrale operativa, e a rispondere ai colpi, prima di cadere esanimi. Tale reazione portò al ferimento di uno dei terroristi, i quali successivamente vennero tutti identificati ed assicurati alla Giustizia.
L’intitolazione ufficiale della Sezione si è svolta sabato 30 novembre, in occasione della celebrazione della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia ha avuto luogo nella chiesa di Lutrano di Fontanelle, paese d’origine del Car. Luigi Maronese, alla presenza del Comadante del Nucleo Operativo Radiomobile di Conegliano, del Comandante della Stazione CC. di Fontanelle, dei Sindaci dei Comuni di Fontanelle e Portobuffolè, nonché del presidente e soci della Sezione.
Durante la Santa Messa, oltre alla lettura della “Preghiera del Carabiniere”, è  stata data lettura della motivazione della concessione di detta onorificenza per l’atto eroico compiuto. Presente anche l’attuale “custode” della Medaglia d’Oro Giulio Maronese, già Appuntato dell’Arma e nipote dell’Eroe, a cui è stata consegnata una riproduzione della targa, ora affissa presso la sede dell’associazione che ha così assunto la denominazione: Sezione “Car. Luigi Maronese M.O.V.M.”.
Tale intitolazione è stata voluta dal Consiglio Direttivo dell’A.N.C. Sezionale, non solo per il diretto legame dell’Eroe con il territorio sul quale vivono e operano i soci, ma soprattutto per ricordare il fatto eroico, espressione massima dei valori dell’Arma dei Carabinieri, valori in cui credono i soci stessi.