POLITICA. “Zaia si prepara a candidarsi con gli slogan beceri di Salvini”

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“Ieri Zaia invitava i leghisti a scendere in piazza per la rivoluzione, oggi invoca i manganelli della polizia. Parole pericolose e indegne di un rappresentante istituzionale a capo di una regione civile come il Veneto. Se non altro, però, ha fatto chiarezza: non esiste un ‘volto moderato’ della Lega”. Così il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta le affermazioni governatore veneto, protagonista sabato a Roma alla manifestazione del centrodestra. “Si prepara a candidarsi come successore di Salvini utilizzando gli stessi beceri slogan. Le sue frasi hanno raccolto immediato consenso tra i consiglieri di maggioranza che chiedono pugno di ferro e confermano una cultura pericolosa per la democrazia. Magari, però, avranno fatto piacere a Casapound sfilata in piazza senza alcun imbarazzo tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia”.

“Nella loro campagna elettorale permanente gli esponenti leghisti continuano a spostare verso l’alto l’asticella, incuranti delle possibili conseguenze delle proprie affermazioni. Zaia ha detto quelle parole due giorni dopo l’arresto di sei agenti della polizia penitenziaria accusati di torture nei confronti dei detenuti, davvero una grande sensibilità! È convinto che la dignità delle forze dell’ordine si tuteli assicurando la libertà di manganello? O si garantisce rafforzando gli organici, e assicurando equipaggiamenti e stipendi adeguati? Potrebbe chiederlo al suo sodale ed ex ministro dell’Interno che in un oltre un anno al Governo non ha fatto niente per loro, se non sfoggiare felpe e giubbotti in favore di telecamera. Spero che i diretti interessati non prendano alla lettera i suggerimenti di Zaia, tra i molti agenti ce ne sono di giovani e con poca esperienza che poi ne pagherebbero le conseguenze. Cercare facile consenso sulla pelle dei poliziotti non è il miglior modo per aiutarli”.