CASTELFRANCO. Recupero Monastero Clarisse. Si inizia

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È stata firmata, davanti al notaio, la convenzione tra la Società Parco Clarisse srl e il Comune di Castelfranco Veneto, per le opere di urbanizzazione previste nell’ambito del piano di recupero dell’ex convento seicentesco delle monache Clarisse. La formalizzazione della convenzione, assieme all’ottenimento del parere positivo da parte della Soprintendenza Belle Arti, mette la parola “inizio” ai lavori di recupero di questo  strategico ambito del centro storico di Castelfranco Veneto.
Oltre alla valorizzazione del parco monumentale di cinquemila metri quadrati che sarà aperto al pubblico nella fascia diurna, la convenzione prevede la una corte interna, una piazza fronte mura e parcheggi ad uso pubblico. “Per accedere al parco saranno aperte due brecce nel muro che, da via Bordignon, realizzando due pensiline, fungeranno come invito cittadinanza ad entrare”, spiega l’ingegnere Carlo Zanchetta dello studio padovano Parallab che ha progettato l’intervento assieme a Massarente Architettura di Rovigo e Prisma Engineering di Padova, con la consulenza dell’architetto castellano Mauro Parolini. Sul fronte opposto, di fronte alle mura, verrà realizzato il “liston”, ossia un ampio  spazio pedonale, un tempo aperto e quindi recintato nel corso del Novecento, che collegherà il fronte delle mura con la corte retrostante e con il parco. Due gli accessi carrabili che condurranno al parco e ai parcheggi pubblici: uno da via Bordignon a ovest e uno da via Cazzaro a est.
LE TEMPISTICHE
“Il completamento dell’intervento è previsto entro il 2022, con la consegna di circa 80 unità residenziali, commerciali e direzionali di lusso”, spiegano dal Consorzio Stabile Pedron che sta eseguendo i lavori di riqualificazione. “Ma già nel 2021 dovrebbero essere completati i parcheggi, il restauro del convento, il “liston” e la corte interna”.
LE INNOVAZIONI
Tra le innovazioni del progetto, oltre all’apertura del complesso verso l’esterno, il ricorso alla geotermia come fonte energetica principale, con un layout a energia quasi zero. “Il fluido geotermico – spiega  Zanchetta – attraverso un circuito condominiale alimenterà un impianto autonomo a pompa di calore, in modo che il singolo utente si possa gestire il suo impianto in autonomia. Questa soluzione permetterà di portare in classe A anche le unità dell’ex convento senza impattare sull’architettura esistente”.
IL RESTAURO DEL PARCO
Completa il progetto il restauro del parco nel quale si potranno ammirare, oltre alla statua in pietra raffigurante un prelato, probabilmente tra i fondatori della prima casa di cura di fine Ottocento, una varietà di alberature storiche quali platani, tigli, bagolari, querce, un lauroceraso e un cedro dell’Himalaya. Seguendo un principio conservativo si è scelto di mantenere tutte le alberature in stato buono ma anche quelle in stato “mediocre”. Inoltre, a compensazione delle piante che dovranno essere abbattute per motivi di salute o di sicurezza, saranno piantumati una quindicina di nuovi alberi, tra cui nuovi platani, un ciliegio da fiore da 4,5 metri, un sambuco della stessa altezza, un tasso e un’ Ailanthus altissima, cioè un “albero del paradiso”.
“L’intervento metterà così a disposizione spazi finora inutilizzati – sottolinea il vicepresidente della Società Parco Clarisse ingegner Matteo Pedron – tra cui un polmone verde tipico delle residenze rurali, l’ideale per chi, al termine della giornata o nei momenti liberi, sceglie se fruire dei servizi cittadini, o utilizzare il parco come palestra a cielo aperto o più semplicemente come luogo di relax.
Consorzio Stabile Pedron
Oltre 45 anni di storia, 150 specialisti diretti, un ufficio tecnico con competenze a 360 gradi , 30 tecnici specializzati tra cui 10 ingegneri, 8 architetti, 10 geometri e 10 periti industriali. La percentuale dei laureati globalmente è pari al 30% degli addetti.
60 sono i collaboratori esterni, 1400 cantieri, 900 clienti dislocati in 9 regioni, 34 milioni il volume d’affari annuo.
Di particolare rilievo alcuni lavori come l’ampliamento in isola del cimitero di San Michele a Venezia con progetto dello studio londinese David Chipperfield Architects.