SANITÀ. Ricorso contro il concorso regionale mette a rischio chi l’ha superato

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Un ricorso che denuncia presunte irregolarità nel maxi concorso indetto dalla Regione Veneto per la selezione di oltre trecento operatori sociosanitari destinati a prendere servizio nelle Ulss venete rischia di bloccare le assunzioni in corso in queste settimane. Il destino dei tremila lavoratori della sanità che hanno passato il concorso lo scorso giugno è appeso a una sentenza del Tar del Veneto, chiamato a pronunciarsi sulla regolarità dello svolgimento delle prove concorsuali, messa in dubbio da 11 ricorrenti.“La preoccupazione – spiega Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso è grande, perché molti operatori risultati idonei al concorso sono stati già assunti dalle Ulss e in molti casi si sono licenziati dal loro vecchio impiego, scegliendo di lavorare nelle strutture pubbliche. Sono circa un migliaio gli operatori sociosanitari che hanno passato il concorso e che sono inseriti nella graduatoria della Ulss 2 Marca Trevigiana; 233 nella graduatoria della Ulss 1 Dolomiti: ne abbiamo già incontrati a decine e sono estremamente in apprensione perché se il ricorso trovasse riscontro positivo la loro idoneità al lavoro sarebbe messa in dubbio. Per questo motivo, la Cisl Fp, con il supporto dell’avvocato Alberto Impellizzeri, consulente della Fp regionale, promuove gratuitamente per i propri associati un’iniziativa di costituzione in appoggio e sostegno della correttezza formale e sostanziale della procedura concorsuale. L’iniziativa ha lo scopo di stimolare una rapida soluzione del problema. Oggi infatti, sia coloro che già sono stati assunti presso le Ulss del Veneto, sia chi è collocato in graduatoria in posizione utile, fin quando non arriverà il parere definitivo del giudice del Tar, non potrà avere la sicurezza del posto di lavoro”. L’Azienda Zero ha deciso di costituirsi davanti al giudice amministrativo ed esporrà preventivamente le proprie ragioni in merito alla legittimità della procedura concorsuali. “Se il ricorso degli 11 partecipanti risultati non idonei trovasse un riscontro positivo – sottolinea Zuglian – il danno non sarebbe solo economico per la pubblica amministrazione che si vedrebbe costretta a rifare il concorso, ma anche relativo alla continuità dei servizi sanitari di assistenza in un momento di grave carenza di personale per le Ulss. Non ultimo, ci sarebbe l’enorme problema per chi ha passato il concorso ed è stato già assunto lasciando il precedente lavoro: che ne sarà di questi lavoratori?”.

Mercoledì 9 si è svolto un incontro molto partecipato dagli operatori sociosanitari nella sala convegni dell’ospedale di Castelfranco Veneto (Treviso). Lunedì 14 ottobre la Cisl Fp convoca un altro incontro nella saletta sindacale vicino alla mensa dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso dalle 15.30 alle 17.30. In questa occasione, verranno raccolti i mandati di rappresentanza. Anche a Belluno si stanno raccogliendo i mandati per le adesioni: per informazioni contattare la Cisl Fp al numero 0437/212811.