POLITICA. Calesso: “Misure antismog con efficacia ridottissima”

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A destra, Gigi calesse

Riceviamo da Luigi Calesso. “La lettura integrale delle due ordinanze relative alle “misure antismog” firmate dal Sindaco di Treviso è estremamente interessante perché già la “ripartizione” dei testi la dice lunga sull’incisività dei provvedimenti adottati dall’amministrazione per il contenimento dell’inquinamento atmosferico in città.

Le sedici pagine totali delle due ordinanze (allegati esclusi) sono infatti così ripartite: 6 pagine di premesse, 2 pagina di informazioni, 4, pagine di divieti, 3 pagine di deroghe, 1 pagina di inviti. Potrà sembrare un’analisi superficiale ma i contenuti dei due provvedimenti confermano la “tenuità” dei provvedimenti la cui efficacia è ulteriormente mitigata dalla miriade di deroghe.

  1. a) L’unico divieto certo è quello di barbecue e fuochi d’artificio. L’unica misura rispetto a cui non sono previste deroghe è il divieto di “barbecue e fuochi d’artificio”, proibizione tanto netta quanto di difficoltoso controllo. Vedremo agenti della polizia locale seguire l’odore di costicine per sanzionare i clandestini “accensori di barbecue”? La notte di Capodanno gli stessi agenti verranno schierati per verificare che non vengano lanciati petardi e accesi fuochi d’artificio? Attendiamo fiduciosi gli ordini di servizio della polizia locale per la repressione dei due fenomeni.
  1. b) Per tutto il resto le deroghe superano ogni possibile fantasia. Si va da quelle comprensibili (lavoratori che per motivi di orario non possono utilizzare i mezzi pubblici, genitori che vanno a prendere i bambini a scuola) a quelle molto più discutibili (i veicoli dei partecipanti a cerimonie nuziali, ad esempio). Pare insomma, che il combinato disposto di deroghe per età, reddito, attività che si deve svolgere riduca in modo drastico la possibilità di incappare nelle larghissime maglie delle ordinanze anti-smog del Comune di Treviso.
  1. c) È possibile utilizzare le stufe a legna. Sia pure con alcune limitazioni sulla qualità del combustibile utilizzato, possono utilizzare le stufe a legna anche coloro che dispongono di un impianto di riscaldamento alternativo (e che, quindi, non rimarrebbero al freddo se spegnessero la stufa). Anche il livello della temperatura massima nelle abitazioni è stato portato dai 18° di qualche anno fa a 19° anche se in presenza del limite più basso non si sono registrati in città casi di assideramento.
  1. d) Tenere chiuse le porte dei negozi non è più obbligatorio. Quello di non tenere aperte le porte dei locali commerciali, infatti, è solo uno degli “inviti”, non è più un obbligo e, quindi, il suo mancato rispetto non è sanzionabile. Oltre al maggior consumo di combustibili e alle maggiori emissioni che ne conseguono l’apertura costante delle porte dei negozi è una delle questioni che rendono poco credibili anche altre misure antismog: chi passa davanti agli esercizi commerciali con i portoni perennemente spalancati si chiede, infatti, perché dovrebbe tenere comportamenti “virtuosi” quando ne è consentito uno che palesemente non lo è.
  1. e) La misura massima dei panevin a tre metri e mezzo di altezza è la dimostrazione chiara che si cede senza problemi a qualsiasi mugugno. Il metro e mezzo di altezza previsto dall’amministrazione Manildo per i “fuochi rituali” garantiva la possibilità di fare i panevin limitando di molto le emissioni in atmosfera. Le pire della tradizione si accendevano comunque ma avevano dimensioni simboliche. Ma per questa amministrazione il simbolo non è sufficiente, bisogna assolutamente che i panevin abbiano una altezza a quella di chi assiste allo spettacolo.

Il massimo della vaghezza dell’ordinanza, comunque, è rappresentato dall’invito a “ad acquistare la legna durante il periodo estivo (giugno-luglio)…”. Visto che l’ordinanza entra in vigore il primo giorno di ottobre si tratta di un invito piuttosto tardivo.

 Complessivamente, al di là dei singoli aspetti (anche esilaranti) i testi ufficiali delle ordinanze confermano le peggiori previsioni: anche quest’anno, anzi peggio dello scorso anno, le misure antismog del Comune di Treviso avranno una efficacia ridottissima e la contraddittorietà dei provvedimenti ne limita fortemente anche il “valore educativo” che dovrebbe “sostituire” controlli e sanzioni”.

 

Gigi Calesso