MONTEBELLUNA. Domani a Guarda la presentazione del libro con autori e sponsor

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“Km 20+064. La stazione di Montebelluna”, lunedì 9 settembre con la presentazione del libro si riscoprono le vicende della stazione di Montebelluna (Treviso), lungo la linea Treviso – Belluno, a partire dal 1884. Del volume si parlerà al Centro civico Guarda di Montebelluna, Treviso, alle 20.30.
Sui binari non si avvicendano solo i convogli, ma anche le storie delle persone che appartengono a questo mondo, dal sorvegliante al guardiano del passaggio a livello, dal capostazione all’accenditore di segnali e al posapetardista.
Raccontare la storia di una stazione non è solo riscostruire la memoria di un luogo, significa addentrarsi in una moltitudine di vicende, episodi e aneddoti, di treni, di uomini e di un intero territorio: per questo il libro Km 20+064. La stazione di Montebelluna (Danilo Zanetti Editore, 2019), nato da un progetto dell’associazione culturale Ferrovie Arrugginite e scritto da Paolo Campeotto, Lucio De Bortoli, e Samuele Trivellin con il contributo di Fonderia Corrà, è molto più che un volume di storia ferroviaria locale. Sarà ufficialmente presentato al Centro civico Guarda di Montebelluna, Treviso, lunedì 9 settembre 2019, alle 20.30.
Quando si iniziò a discutere la costruzione della nuova stazione di Montebelluna, inserita nella tratta Treviso – Belluno, era il 1879 e la si volle “quanto più vicina al centro”, un centro nuovo e orientato allo sviluppo economico e commerciale. Gli autori seguono passo dopo passo la storia della stazione, ricostruendo come essa si sia sempre adattata alle nuove necessità storiche: la messa in funzione nel 1884, il periodo bellico e i bombardamenti, “la crisi della rotaia” (tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta) e la chiusura dei “rami secchi”, la costruzione del nuovo terminal per gli autobus a fine anni Ottanta e infine i giorni d’oggi, con il progetto Elettrificazione bacino Veneto che entro il 2020 porterà anche a Montebelluna i primi treni elettrici provenienti da Padova.
L’ultima parte del libro è dedicata ad alcune “curiosità”: lo sviluppo di sindacati e previdenza, la diffusione delle colonie estive, il dopolavoro ferroviario e il Bar dalla Eufemia di fronte alla stazione, ritrovo dei ferrovieri a fine turno e dal secondo dopoguerra dei loro figli il giorno dell’Epifania per ricevere l’attesa calza della Befana, case e caselli, gli incidenti che avvennero in prossimità della stazione di Montebelluna.

Il libro segue ad un altro lavoro realizzato da Ferrovie arrugginite, il volume Km 27+331 Cornuda, la sua stazione…e altre storie, dedicato alla stazione di Cornuda, e aggiunge così un altro tassello alla storia ferroviaria della Marca Trevigiana e ai tanti progetti di Ferrovie Arrugginite, come racconta Paolo Campeotto, autore del volume e anima dell’associazione: “Il lavoro è stato lungo, soprattutto per noi neofiti della ricerca storica. Ne abbiamo parlato con Lucio De Bortoli, storico di Montebelluna molto conosciuto che aveva già collaborato a Km 27+331 Cornuda, la sua stazione…e altre storie; il suo aiuto e i suoi consigli sono stati preziosi. Il risultato, per noi, è stato entusiasmante e per questo abbiamo messo in campo altri due progetti: l’aggiornamento del libro sulla stazione di Cornuda con il nuovo materiale che abbiamo raccolto e un libro sui film, e non sono pochi, girati tra i binari e le stazioni della ferrovia Treviso – Calalzo”.
“Km 20+064. La stazione di Montebelluna è un tributo a quello che oggi viene definito un non – luogo, ma che in realtà è un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Montebelluna: la stazione ferroviaria. – dichiara Marzio Favero, sindaco del Comune di Montebelluna, che ha patrocinato l’iniziativa – Il libro delinea uno spaccato storico che evidenzia l’evolversi di mezzi e tecnologie nel trasporto ferroviario, processo ancora oggi in corso grazie all’elettrificazione della tratta Castelfranco – Montebelluna. L’arrivo del treno 125 anni fa ha dato il via ad una rivoluzione che ha contribuito in modo determinate alla crescita del nostro territorio e sono particolarmente grato agli autori che hanno voluto rendere omaggio ad una storia che ci vede tutti protagonisti”.
Il progetto è realizzato grazie al sostegno di Fonderia Corrà, gruppo originario di Thiene, Vicenza, e con sede a Montebelluna, che si occupa di fusione della ghisa per una serie di comparti che vanno dalle macchine agricole e movimento terra, ai veicoli industriali, ferroviario, refrigerazione ed eolico. “Abbiamo accolto volentieri la proposta dell’associazione Ferrovie Arrugginite di sostenere con il nostro contributo la pubblicazione di questo libro – ha detto Massimo Corrà presidente dell’omonimo Gruppo Fonderia Corrà – perché raccontare la tradizione della stazione ferroviaria di Montebelluna significa anche richiamare la presenza e la pluridecennale tradizione della fabbrica di Guarda. Ma c’è anche un altro motivo: proprio la fonderia di Montebelluna sul panorama internazionale è un produttore di eccellenza per componenti ferroviari, in particolare per le moderne motrici”.