CORDIGNANO E COL SAN MARTINO. Due denunce per truffa e per furto

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Caserma Carabinieri di Col San Martino

I Carabinieri di Cordignano hanno denunciato in stato di libertà D.A., classe 1965 originario di Avezzano (AQ), divorziato, nullafacente, pluripregiudicato, per il reato di truffa ai danni di B.E, 65enne di Cappella Maggiore (TV), al quale è riuscito a sottrarre circa 2.400 euro. Il fatto risale al novembre 2018 quando B.E, dopo aver messo l’annuncio di vendita della propria autovettura su un sito on-line, viene contattato da D.A., il quale, fornendogli false generalità, si dimostrava interessato all’acquisto, però, dopo aver dichiarato che non era andato a buon fine il bonifico per l’acconto, induceva B.E. a recarsi presso lo sportello bancomat ed indurlo in errore, facendogli credere che stava ricaricando la propria carta prepagata ricevendo soldi dal pregiudicato, mentre in realtà il malcapitato stava effettuando ricariche sulla carta prepagata del furfante per un totale di circa 2.400. Una volta ricevuto l’accredito, D.A. ha fatto perdere le proprie tracce, interrompendo i contatti con la vittima. Le indagini, scattate a seguito della denuncia presentata dal 65enne di Cappella Maggiore, hanno permesso di accertare la vera identità dell’impostore  e la successiva denuncia alla Procura della Repubblica di Treviso.

La Stazione Carabinieri di Col San Martino (TV) ha denunciato in stato libertà R.E., classe 1952 di Moriago della Battaglia (TV), coniugato, disoccupato, incensurato, per il reato di furto in abitazione in Moriago della Battaglia (TV), via Maglio, ai danni di D.M., quarantenne. Il furto è stato consumato nella mattinata dell’11 luglio scorso, quando R.E., dopo essersi introdotto nel giardino dell’abitazione di D.M., si era appropriato di uno strumento ad ultrasuoni utilizzato per allontanare/dissuadere gli animali selvatici, del valore di circa 300 euro. La casa della vittima, però,  è dotata di impianto di videosorveglianza, pertanto, a seguito della denuncia di D.M., i Carabinieri hanno estrapolato le immagini delle telecamere e sono riusciti ad individuare R.E., il quale viene ripreso nell’atto di scavalcare la recinzione e rubare il dissuasore. L’oggetto è stato restituito al proprietario, e R.E. è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso.