SALUTE. Ad Amburgo il Meeting di chirurgia gastro-intestinale.

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Maurizio De Luca con Eric De Maria, presidente Società americana chirurgia ad Amburgo

Il Distretto Asolo dell’Ulss 2 Marca trevigiana ad Amburgo è diventato una case history sulla chirurgia gastrica e grazie ad una procedura messa in pratica fin dal 2014 e che oggi cerca una validazione internazionale. Si è svolto ad Amburgo, infatti, in Germania, nei giorni scorsi, un attesissimo meeting internazionale di chirurgia che ha riunito 56 esperti di tutto il mondo per definire, mediante una consensus conference mondiale, la validazione definitiva di una procedura di chirurgia gastro-intestinale metabolica: “La procedura porta il nome di OAGB (One Anastomosis Gastric Bypass), identificata inizialmente come procedura bariatrico-metabolica dalla quale si è visto ed è stato confermato che tale procedura consente la remissione del diabete mellito con definitiva sospensione dei farmaci sino all’85% dei pazienti in alcune casistiche e la remissione delle iperlipemie (quindi del colesterolo e dei trigliceridi) con definitiva sospensione dei farmaci fino all’80% dei pazienti operati – racconta Maurizio De Luca, direttore delle Unità complesse di Montebelluna e Castelfranco Veneto – Studi scientifici, randomizzati e controllati, e con periodi di osservazione dei pazienti anche fino a 15 anni, hanno potuto dimostrare questi eclatanti miglioramenti in queste categorie di ammalati una volta sottoposti all’intervento di OAGB. In particolare grazie ad un bypass gastro digiunale, tra stomaco e primo tratto del digiuno con un salto del duodeno, sarebbe determinante per la remissione del diabete indipendentemente dalla perdita di peso”.

Ci sono alcuni Paesi che ancora non hanno adottato ufficialmente questa procedura, come gli Stati Uniti per esempio. Infatti, nonostante la forte spinta da parte di numerosi chirurghi statunitensi, l’adozione di una nuova procedura prevede tempi lunghissimi per la ratifica delle società scientifiche (come in questo caso), o della FDA (Food and Drug Administration) per molti device. “Non è un caso che – continua Maurizio De Luca – il Presidente della società americana di chirurgia, Professor Eric De Maria, stimatissimo accademico di oltreoceano, fosse ad Amburgo in quanto molto attento alla sicurezza e agli importanti risvolti clinici che questo intervento può offrire”.  Molti Paesi invece, quali Spagna, Danimarca, Medio Oriente, alcuni Paesi del Sudamerica e del Sud Est Asiatico stanno cominciando ad adottarla già da qualche anno. L’Italia, ed in particolare tre centri (Montebelluna-Castelfranco, Napoli e Catania) adottano invece questo intervento da numerosi anni. In Particolare il Dott De Luca lo scorso anno è stato promotore e a capo di una task force per la produzione di un documento voluto dalla Federazione Internazionale di Chirurgia, un Position Statement relativo all’OAGB, che è stato poi emanato nel Giugno 2018 e a cui tutte le società scientifiche dei Paesi facenti parte delle IFSO (68 Nazioni per l’esattezza) hanno dovuto attenersi.

“Trattasi di un intervento potente, ma che può essere anche pericoloso, per cui va calibrato in relazione alle caratteristiche del paziente: età, sesso, diabete, iperlipemia, ipertensione, apnee notturne – continua De Luca – Infatti, si parla di chirurgia “tailored”, vale a dire sartoriale, o “fenotipizzazione degli interventi” cioè di chirurgia modulabile in relazione al fenotipo, vale alle caratteristiche di ogni singolo soggetto.  Rientra tra i nostri interventi di chirurgia gastrica che noi effettuiamo routinariamente con approccio mini invasivo. La nostra competenza in ambito di chirurgia gastrica riguarda le neoplasie maligne e benigne, le malattie da reflusso gastro esofageo, le ernie iatali, la chirurgia metabolica. Lo scorso anno abbiamo praticato nei due ospedali di Montebelluna e Castelfranco circa 140 interventi allo stomaco con procedura mini-invasiva e con l’attuazione dei protocolli ERAS”. I protocolli ERAS, grazie ad una coordinazione tra chirurghi, anestesisti e personale infermieristico, rendono l’intervento più “sostenibile” al Paziente, vale a dire, assunzione di alimenti fino a poche ore prima dell’intervento e poi subito alcune ore dopo, mobilizzazione precoce (anche dopo alcune ore dall’intervento), si evitano sondini gastrici, drenaggi addominali e cateteri vescicali, si agisce farmacologicamente su nausea e vomito post-operatorio, si riducono o elininano farmaci oppiacei che “sedano” il paziente nelle ore post-operatorie. Questi protocolli abbattono notevolmente le complicanze mediche degli interventi chirurgici, sono nati circa 20 anni fa in nord Europa per la chirurgia del colon, per la quale anche noi naturalmente li adottiamo in entrambi gli ospedali di Castelfranco e Montebelluna da numerosi anni, ma solo da alcuni anni sono praticati per la chirurgia gastrica ed in pochi centri. Siamo contenti di dire che noi siamo parte di questi centri”.