MONTEBELLUNA. Venerdì spettacolo di danza in piazza

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Torna a Montebelluna, il 19 luglio dalle 21.00, l’evento che porta la danza nella piazza principale: Dance Raids Montebelluna, il format che trasforma vie e piazze dei centri storici in palcoscenici di una serata inedita. Un evento inserito nel ricco cartellone di Operaestate festival, in collaborazione con il Comune di Montebelluna e le aziende partner.

Un programma tutto al femminile, che unisce coreografe e artiste di diverse generazioni, e omaggia anche una delle coreografe più importanti del Novecento: Pina Bausch.
Sotto la guida di Marigia Maggipinto, già danzatrice della compagnia del Tanzteater, gli spettatori sono chiamati a interpretare la celebre Nelken Line della Bausch: una linea e pochi gesti, apparentemente semplici, raccontano il susseguirsi delle stagioni, sulle note di Louis Armstrong.

Marigia Maggipinto propone, per l’occasione, anche un solo intitolato Estella: un omaggio alle madri e al cosmo, una Via Lattea di improvvisazioni coreografiche alimentate dalla consapevolezza di un ritmo universale che è fatto di pura danza, e, come le stelle, si crea e dissolve in un caleidoscopio visivo ed emotivo.
Masako Matsushita, coreografa italo-giapponese, propone invece in Folk Manifold uno studio sulle danze tradizionali, su ciò che hanno rappresentato nei secoli, e sul loro valore di archivio di memorie di un popolo. Recuperando questa caratteristica, Masako propone una nuova danza folk che esalti le differenze e le connetta in una danza rivolta al popolo del mondo; un’evoluzione della tradizione, una danza folk per ricreare un senso di comunità e raccontare l’umanità, in una ricerca di nuovi gesti e narrazioni per nuovi valori universali.
Chiara Frigo adatta al contesto urbano un proprio solo dedicato alla montagna come immagine universale di qualcosa di sacro: in Himalaya_Urban, Chiara Frigo collega i tre mondi del divino, dell’umano, e dell’infero, con un’indagine sul movimento che trasforma la coreografia in un’esperienza ritmica collettiva, in cui abbandonarsi al richiamo di un “altrove” possibile.