VENETO. Zanoni. ‘Caccia proibita’ il calendario venatorio della Regione

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La Regione ha fissato le date della caccia per la stagione 2019/2020, e sono, per Andrea Zanoni, contro la legge dello Stato. “I contenuti del nuovo calendario venatorio fanno rizzare i capelli, ha detto Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente. ”Sono di una gravità inaudita, con una serie di palesi violazioni dei principi di tutela della fauna selvatica sanciti dalle Direttive comunitarie, dalle leggi statali e da appositi piani nazionali di gestione”. Si inizierà in anticipo di due settimane, ovvero il primo settembre anziché domenica 15 come prevede la legge per l’apertura generale. E nella preapertura si potrà sparare a specie che hanno ancora i piccoli dipendenti dai genitori come il colombaccio o, peggio, in precario stato di conservazione come la tortora selvatica, che l’Unione mondiale per la conservazione della natura, considera minacciata. Tra le specie consentite come cacciabili ve ne sono addirittura due che l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ente pubblico) indica come necessarie di tutela; il combattente, un raro migratore variopinto con un caratteristico ventaglio intorno al capo e una cresta di piume sulla sommità della testa e la moretta, una piccolissima anatra con un ciuffo dietro la testa, che può essere confusa per la rarissima moretta tabaccata. L’Ispra non solo condanna la preapertura al primo settembre, ma ritiene sbagliato cominciare a cacciare una lunga serie di uccelli migratori il 15 settembre, indicando invece una data più sicura per la loro conservazione, ovvero il primo ottobre. E, ancora, per specie in declino come la beccaccia, viene indicata la chiusura al 31 dicembre, mentre la Regione la fissa ben tre settimane dopo.

Ma, ha detto l’esponente del PD, l’elenco delle indicazioni disattese è lunghissimo. “Anche per il carniere, ovvero il numero massimo giornaliero e stagionale di animali da uccidere per ogni singola specie, la Regione va decisamente contro l’Ispra. Solo per citare un esempio, per il moriglione, una piccola anatra dalla testa colore rosso mattone, l’Istituto prevede un carniere di massimo due soggetti al giorno per cacciatore e di 10 per tutta la stagione venatoria, il Veneto ha alzato il limite a 25 al giorno per cacciatore con un massimo di 425 capi per l’intera stagione. Ho dovuto rileggere più volte il calendario e purtroppo le cose stanno proprio così. Ispra poi condanna le cinque giornate di caccia settimanali nei mesi di ottobre e novembre che invece dovrebbero essere ferme a tre. Sotto accusa poi l’addestramento dei cani, che la Regione vuole consentire già dalla terza domenica di agosto, con la calura estiva, quando gli animali sono stremati dal caldo. La proposta è del primo settembre, col divieto nelle ore tardo pomeridiane”.

Per Andrea Zanoni è una grave scelta operata da Zaia e dai suoi assessorin, scelta a favore di una piccola categoria e decisamente contro la fauna selvatica, considerata dal diritto italiano patrimonio dello Stato, ovvero di tutti.