ASOLO. Città slow e del buon vivere aderisce alla giornata mondiale delle api

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Il 20 maggio prossimo il comune di Asolo aderirà alla giornata mondiale delle api che sono parte imprescindibile dell’ecosistema.
La vita delle api è messa in pericolo da moltissime sostanze che la mano umana usa nell’agricoltura. Ma anche da livelli crescenti di inquinamento, di coltivazioni a monocultura e di pratiche di agricoltura intensiva.

La Giornata Mondiale delle api, oltre a promuovere l’attività degli apicoltori, vuole diffondere un problema che forse in pochi conoscono, ma che influisce sulla vita dell’intero ecosistema.

Sono numerosissime le specie di api, ma forse la più rinomata è l’ape da miele (Apis Mellifera). Il miele è però solo la punta dell’iceberg dell’intero lavoro dell’ape. Infatti, le api sono uno degli insetti impollinatori, insieme a bombi ed altri. Raccogliendo il nettare ed il polline, lo possono trasferire di fiore in fiore, permettendo appunto l’impollinazione, e di conseguenza la biodiversità vegetale. Il nettare è poi portato all’alveare, dove le api operaie lo trasformano in miele grazie a particolari enzimi, mentre poi le api ventilatrici fanno evaporare l’acqua, disidratandolo. Il miele viene quindi raccolto all’interno delle numerose cellette, chiuse per preservarlo al meglio.

Spostandosi da un fiore all’altro, raggiungono ed impollinano più di 170.000 specie vegetali, garantendo così la biodiversità nel nostro ecosistema. Le api svolgono quindi una parte importantissima dell’intero processo di impollinazione: senza di loro, la produzione di foraggio, di frutta e molto altro sarebbe molto più lenta.
La Città di Asolo, cittaslow e del buon vivere, oltre ai diversi corsi di sensibilizzazione e formazione alla biodiversità, propone 5 semplicissime linee guida, che anche chi non è apicoltore può seguire:

  • Far crescere più fiori e piante che siano una risorsa di polline e nettare. Per esempio, primule e crocus in primavera, lavanda e geranei in autunno;
  • Lasciar crescere trifogli, ortiche e denti di leone. Così gli impollinatori troveranno pane per i propri denti ed inoltre i mucchi di foglie possono inoltre diventare rifugio per il letargo!
  • Lasciare che erba e piante fioriscano;
  • Non interferire con la vita degli alveari e, soprattutto, non distruggerli;
  • Eliminare i pesticidi e le sostanze chimiche in generale: utilizzare prodotti biologici/naturali, una pratica antica che rispetta l’uomo e l’ambiente.