TREVISO. Costruzioni e clima alleati. Symbola e Fassa Bortolo danno i numeri

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Con il rapporto “100 Italian Stories for future Building”, Fondazione Symbola e Fassa Bortolo presentano il racconto di cento realtà della filiera edilizia che, mediante l’innovazione, sfidano il futuro. Negli ultimi anni in Italia sono stati attivati incentivi fiscali che mirano a sostenere la riqualificazione nel comparto immobiliare. Al consolidato Ecobonus (credito di imposta per ristrutturazioni e bonus per efficienza energetica) si sono aggiunti il “Sismabonus” e il “Bonus Verde”. Nel 2017 gli incentivi per le ristrutturazioni hanno prodotto più di 28 miliardi di investimenti attivando oltre 418 mila posti di lavoro tra diretti e indotto. Nel nostro Paese il patrimonio immobiliare vale quasi il quadruplo del PIL ma il suo deterioramento e la sua vetustà ne causa la svalutazione. Nel 2017 gli investimenti in manutenzione straordinaria sono stati pari a 87,6 miliardi di euro, a fronte dei 41,4 miliardi spesi per nuove costruzioni. Su un valore totale della produzione nelle costruzioni di 167,1 miliardi di euro, il 74,2%, pari a 124 miliardi, sono dovuti al recupero edilizio (manutenzione ordinaria e straordinaria). Come evidenzia il rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi”, realizzato nel 2017 da Fondazione Symbola in collaborazione con il Cresme, in media le abitazioni ristrutturate hanno un valore superiore del 29% rispetto a quelle non ristrutturate e un prezzo superiore anche rispetto alle abitazioni di nuova costruzione. Se tutte le abitazioni offerte fossero riqualificate, il valore del patrimonio edilizio residenziale in offerta sul mercato sarebbe rivalutato di 20 miliardi di euro.
Migliorare materiali e prestazioni risulta indispensabile per ottimizzare gli interventi, così come agire sulla formazione degli operatori sui temi del green building. In futuro, infatti, più che consumare energia, i nostri edifici la produrranno, rendendosi attivi e autosufficienti. Le imprese lo hanno capito: tra 2014 e 2017 le aziende del settore costruzioni che hanno investito in prodotti e tecnologie green sono state oltre 34.000, il 20,8% del totale delle imprese. L’Italia è l’unico, fra i big europei, ad aver aumentato tra il 2012 e il 2016 il numero di richieste di marchio UE nel settore “materiali da costruzione” con un +7,3%; contro -13,4% della Germania e -37,7% della Francia.
ERMETE REALACCI, presidente Fondazione Symbola: “Queste 100 esperienze, di cui 17 venete, ci raccontano oggi l’edilizia del futuro: un viaggio attraverso una filiera composita che spesso dalla tradizione trae spunto per innovare, incrociando i saperi delle maestranze con l’industria 4.0. Tale capacità, tutta italiana, mette in campo competenze, formazione, comunità, energie, tecnologie per contribuire alla competitività di un Paese all’avanguardia, nonostante i vari problemi e ritardi che lo attraversano. Un’Italia che fa l’Italia, per una nuova economia più innovativa, sostenibile, solidale, coesiva”.
PAOLO FASSA, presidente Fassa Bortolo: “Come Imprenditore mi sono identificato in questo modello e ho deciso di sostenere iniziative come quella di 100 Italian Stories for future Building, per contribuire a dare voce al mondo dell’edilizia attraverso il racconto di 100 realtà della filiera, che mediante l’innovazione sfidano lo sviluppo. Il tema della riqualificazione emerge da questa iniziativa editoriale come elemento di sfida del futuro in cui queste 100 eccellenze del mondo dell’edilizia rappresentano quel pezzo del nostro paese che è impegnato a dare energia alla parte imprenditoriale, mescolando il saper fare con la bellezza, la sostenibilità con la qualità.”
MARIA CRISTINA PIOVESANA, presidente Vicario Assindustria Venetocentro: “Assindustria Venetocentro crede molto nella rigenerazione urbana e ha lanciato insieme alla Pubblica Amministrazione di Padova e di Treviso il progetto Capannoni OnOff per promuovere il recupero degli edifici industriali dismessi. Si parte da un’ampia ricognizione nel territorio per creare una piattaforma condivisa e standard comuni. Un Atlante dal quale declinare le politiche territoriali e le scelte di investimento, ed evitare degli usi abusivi di questi spazi.  C’è in Veneto un grande patrimonio inutilizzato (stimato in 3,9 miliardi) di almeno 11mila capannoni dismessi, da trasformare da costo ambientale, sociale ed economico, a patrimonio da rivitalizzare, valore da creare. Come imprenditori, come Associazione vogliamo essere parte attiva di questo processo e farne una leva di sviluppo e di rinnovata e sostenibile bellezza per l’ambiente in cui viviamo”.