PAESE. Urgente trovare un sostegno per la bimba affetta da disprassia

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“È incredibile che a distanza di mesi questo caso non si sia ancora risolto. La Regione deve garantire il diritto allo studio a tutti, fornendo il sostegno necessario per assolvere l’obbligo scolastico”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, torna sulla vicenda della bambina affetta da disprassia, un disturbo della coordinazione motoria che causa il blocco dei muscoli facciali e l’impossibilità di parlare, che frequenta un istituto scolastico comprensivo a Paese. E lo fa presentando una nuova interrogazione.

“Come ha denunciato la mamma, ha bisogno di un assistente che conosca la Lis (Lingua italiana dei segni), ma al momento il ‘servizio’ è scoperto. La Regione rispetti gli impegni – protesta Zanoni – Lo scorso 24 ottobre avevo presentato un’interrogazione e il 5 febbraio la Giunta aveva garantito che il caso sarebbe stato risolto con l’affidamento a una cooperativa di Marghera, che aveva vinto la gara indetta da Azienda Zero, il servizio di mediazione alla comunicazione, in modo da assicurare la ‘copertura’ non solo per il periodo scolastico, ma anche per le attività estive, fino al 31 luglio.

Invece dalla scorsa settimana il problema si è riproposto tale perché manca il mediatore e la bambina resta ‘parcheggiata’ in classe per otto ore. Non è possibile che non si riesca a trovare una soluzione”, protesta in chiusura il consigliere democratico trevigiano, sottolineando come sulla vicenda si sia mossa anche l’Associazione sordi del Veneto che ha annunciato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica.

“Esprimo tutta la mia solidarietà alla famiglia ed in particolare alla mamma che si sta battendo come una leonessa per far avere alla figlia quello che è un suo diritto – aggiunge poi Rosella Lorenzetto, candidata a sindaco di Paese per la coalizione di centrosinistra – L’istruzione e l’integrazione sono elementi fondamentali per affrontare la vita con serenità e fiducia.  Mi chiedo perché una famiglia che si trova a gestire una disabilità debba lottare cosi per avere ciò che le spetta”.