EDITORIALE. Truffati dalle banche, prestigiatori sulla scena del consenso

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Sulle ex Popolari Venete e sul loro fallimento c’è ancora poco da dire, c’è da fare. Il tanto parlare, il tanto arrabbiarsi, il tanto promettere ad oggi non ha portato a nulla. Ma incombono le elezioni sia europee che amministrative. E allora via: “La legge di bilancio ha istituito un fondo per i risparmiatori di un miliardo e mezzo nell’arco di un triennio…” parole di Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento. E parla del doppio binario che prevede rimborsi diretti per chi ha un reddito entro i 35 mila euro e patrimonio immobiliare non oltre i 100 mila euro (il valore di un appartamentino in campagna). Per gli altri parla di arbitrato. Ancora parole, ancora promesse elettorali, ci sembra. Si tratta di tirare avanti un mesetto, poi chi ascolta più gli elettori?! Secondo Sestino Giacomoni, opposizione, nel 2019 nessuno vedrà un penny a causa dei tanti buchi del bilancio prodotti da questo Governo. Sempre secondo il politico di FI, sarebbero spariti i 500 milioni previsti nel Def, il documento delle politiche economiche e finanziarie. Buona notte allora.
Consoli, Trinca, Zonin, bei nomi, portati alle stelle dai politici locali. Sì, proprio così, da tutti quelli che tacciono o al massimo ti sbattono in faccia una battuta da uomini sicuri. Consoli, Trinca, Zonin: gente che sa il fatto suo, gente solida e determinata. Eccoli, risultati pieni di immobili. Ecco, la loro intelligenza finanziaria c’è stata, ma sembra a scapito degli altri, salvo pochi amici di peso.
Non sappiamo se spetti ai cittadini risarcire i “truffati” (questo dubbio serpeggia tra i cittadini, ma nessun politico lo ha dichiarato e ne ha accettato la discussione). Ciò che dovrebbe infastidire è il continuo parlare pour parler, per tirare avanti fino alle elezioni e alle altre ancora. Ci sono sempre elezioni di mezzo. I truffati attendono e lo faranno, viste le premesse, fino a quando riusciranno ad ‘elaborare il lutto’. L’importante è sostenere, sempre e con energia, i venditori di illusioni, promettere, promettere, promettere.
Venditori di illusioni agevolati anche in altre inchieste. Ca’ della Robinia non va avanti: capperi, ci sono le elezioni! Come le europee del 2014: “Prima delle elezioni non riusciamo”, aveva dichiarato il magistrato. Ora capiamo che non aveva detto quali europee. Infatti è stato concesso un altro rinvio, e si va a dopo le elezioni europee di adesso, cinque anni dopo! Attendiamo e salviamo. Giustizia che rimpalla, politici che promettono, cittadini che tacciono e obbediscono. In alcuni casi ci si forma una fantasia in testa: essere indagato per aver usato i soldi degli altri per scopi tuoi diventa motivo di successo, di pubblicità e di consenso, e di voto quindi. Va bene così.