GIOCO D’AZZARDO. In Parlamento un disegno di legge sottoscritto da 51 senatori

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Il dato sul gioco d’azzardo che più fa pensare riguarda i giovani. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2018 ha giocato circa il 30% dei ragazzi su base nazionale, e il 20% dei residenti nel Nord-Est, di cui l’1,8% in modo problematico. La prevalenza di gioco problematico nei ragazzi del Nord-Est è quindi più del doppio di quella degli adulti. Il problema non emerge, e viene sottovalutato dagli adulti, solo perché le cifre spese da persone senza reddito sono basse e non intaccano gli equilibri famigliari.

È in questo quadro che si inserisce il disegno di legge sui criteri di installazione di nuovi apparecchi di SLOT o VLT e in genere dei giochi con vincita in denaro sottoscritto da 51 senatori con prima firmataria la senatrice trevigiana Sonia Fregolent. La proposta di legge, presentata in Senato il 18 febbraio scorso, aspetta ora di essere incardinata nella commissione competente.

Il disegno di legge vieta “l’apertura di qualsiasi nuova sala giochi con apparecchi con vincita di denaro e di qualsiasi sala di raccolta scommesse e la collocazione di qualsiasi ulteriore apparecchio per il gioco d’azzardo lecito e di qualsiasi ulteriore sistema di VTL in locali che si trovino ad una distanza minore di 500 metri dai luoghi sensibili e minore di 100 metri dai luoghi che commercializzano denaro, oro o oggetti preziosi” . L’orario di accesso a tali attività è limitato nella fascia 8-22 di tutti i giorni della settimana.

La provincia di Treviso è infatti da anni in prima linea sul contrasto alle ludopatie e al gioco d’azzardo patologico, grazie al lavoro intenso fatto dall’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, che nel 2017 ha elaborato e fatto sottoscrivere ai primi cittadini il “Manifesto dei sindaci della Marca Trevigiana per l’attuazione di azioni di prevenzione del fenomeno del gioco d’azzardo e della ludo dipendenza” con lo scopo di creare, attraverso la sua approvazione nei consigli comunali o nelle giunte, un fronte comune a contenimento di un fenomeno sociale in allarmante crescita e a difesa dei soggetti più deboli.

I Sindaci, attraverso quel Manifesto, chiedevano che venisse approvata una legge nazionale per la riduzione dell’offerta e il contenimento degli accessi e leggi regionali sulla cura dei giocatori patologici e a sostegno delle iniziative degli enti locali; di poter avere potere di ordinanza sugli orari di apertura delle sale gioco e sulle distanze dai luoghi sensibili (scuole, oratori, centri sportivi…); di poter avere parere preventivo e vincolante sull’installazione di apparecchi di intrattenimento.

A seguito di quella campagna di sensibilizzazione, molti Comuni della Marca Trevigiana hanno già approvato il regolamento e la relativa ordinanza (su schemi preparati dall’Associazione Comuni) per regolamentare l’accesso alle sale giochi, sale videolottery (VLT), sale scommesse.

Tra i primi ad aver creduto in questa battaglia, con iniziative intraprese già dal 2015, è stato il Comune di San Fior, che vanta anche la vittoria al TAR nei confronti di un privato che aveva fatto ricorso contro l’ordinanza che limita gli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro.