SALUTE. Ulss trevigiana è la migliore nella prevenzione e cura delle demenze

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E’ dell’Ulss 2 il migliore Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) sulle demenze in Italia. Il giudizio è stato espresso da Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute che hanno valutato la qualità dei PDTA sulle demenze prodotti in Italia a livello regionale e aziendale..

Si tratta di un riconoscimento importante che premia la qualità del lavoro svolto, nell’ambito delle demenze, dal gruppo di lavoro guidato dal dr. Gallucci – commenta il direttore generale, Francesco Benazzi –. Il PDTA è uno strumento che permette di delineare, rispetto ad una o più patologie o problema clinico, il miglior percorso praticabile per la presa in carico del paziente e della sua famiglia. Si tratta, in pratica di un percorso di qualità che armonizza gli interventi sanitari e sociali per la migliore cura e benessere del paziente. Il PDTA coinvolge professionisti diversi sia in ambito sanitario sia in quello sociale, soprattutto per patologie particolarmente complesse come quella del decadimento cognitivo”.

Il Percorso Clinico del malato con decadimento cognitivo nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Ulss 2 è rivolto a tutti coloro che ritengono di avere qualche problema cognitivo. E’ attivo dal 2008, per iniziativa del dr. Gallucci e di un gruppo di lavoro dedicato, aderendo nella sua stesura alle più accreditate linee guida internazionali sull’argomento. Nel corso del tempo è stato continuamente aggiornato, arrivando oggi alla terza revisione.

Lo scorso anno – spiega il dr. Gallucci – i CDCD aziendali hanno erogato oltre 10.000 prestazioni seguendo appunto il PDTA Aziendale. I pazienti così seguiti, non sono solo anziani, ma sempre più sono cinquanta-sessantenni che accusano l’insorgenza della demenza. Le forme ad insorgenza precoce hanno spesso una predisposizione genetica alla malattia, la cui insorgenza è anticipata da stili di vita non salutari iniziati già in giovane età come l’uso di fumo, alcool, droghe e da concomitanti altri eventi come i traumi cranici. I criteri e gli strumenti diagnostici si sono inoltre molto affinati negli ultimi anni aumentando la sensibilità nel riconoscimento precoce di queste forme giovanili che prima erano magari interpretate tardivamente come malattia psichiatrica o depressione.

“La demenza – ricorda Gallucci – si presenta in diverse forme cliniche e spesso l’esordio è subdolo mostrando sintomi sfumati. Con il progredire della malattia ai deficit cognitivi che riguardano memoria, orientamento nel tempo e nello spazio, attenzione, funzioni esecutive, etc, si associa la perdita progressiva dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana, con conseguenze sia nella sfera personale sia in quella delle relazioni sociali e del lavoro. Compaiono inoltre i disturbi del comportamento quali deliri, allucinazioni, irritabilità e aggressività che mettono a dura prova i familiari e che comportano un pesante carico di assistenza. Pur non esistendo a tutt’oggi una terapia risolutiva per la demenza una diagnosi precoce ed accurata consente di mantenere più a lungo l’autonomia del paziente”.

L’approccio promosso dal PDTA dell’ULSS 2 è quello di affrontare la malattia da diversi fronti contemporaneamente: con la prevenzione attraverso l’attività fisica, la lettura, la dieta mediterranea e la socializzazione; con la diagnosi sempre più precoce; con la terapia farmacologica e stimolazione cognitiva; con il supporto psicologico al familiare a rischio di depressione grave; con la collaborazione con le Associazioni dei familiari, i Centri di Sollievo, le Case di riposo e il Centro Provinciale per il Volontariato.