TREVISO. Fertilità umana e ‘metodo’ naturale. Sorge la scuola per i counsuelor

237
Medici di famiglia al convegno del Centro della Famiglia

Il Centro della Famiglia avvia un corso biennale specifico alla formazione del  consulente per la fertilità, figura oggi assente. Scuola di alta formazione aperta ad una ventina di laureati in discipline mediche e psicologiche o della salute sociale. L’annuncio è stato dato l’altro giorno al convegno per medici di famiglia e ginecologi sul programma ‘Famiglia Fertile’ del Consultorio socio-sanitario di via San Nicolò. Il convegno era programmato per verificare e fornire le risposte che si possono incontrare alla domanda della coppia giovane: “Dottore, vorremo avere un bambino ma non arriva. Cosa dobbiamo fare?”.

don Francesco Pesce

Il direttore del Centro della Famiglia prof. don Francesco Pesce ha ricordato che la domanda della coppia di avere figli è molto diffusa e corrisponde ad una emergenza sociale. “Per questo”, ha detto, “abbiamo avviato il Consultorio come servizio al territorio, in collaborazione con le istituzioni locali e con i medici che per il loro ruolo di prossimità possono intercettare il bisogno”.
Due sono le principali strade oggi a disposizione per le coppie che non riescono ad avere figli (e che non hanno una sterilità attestata): da una parte la procreazione medicalmente assistita in clinica (PMA) con un costo medio per ogni nato di 400mila euro (inclusi i costi degli interventi senza successo) e, dall’altra, l’acquisizione consapevole della fertilità, ossia un approccio multidisciplinare di natura psicologica, molto meno invasivo e statisticamente con risultati leggermene superiori. E meno costoso. Questa seconda strada è quella proposta da ‘Famiglia Fertile’ del Centro della Famiglia.
Il successo è tuttavia strettamente collegato con la possibilità e con la decisione della coppia di parlarne a persona che sia informata sul metodo naturale. Il medico di famiglia rappresenta questa opportunità. Al di là degli elementi scientifici e statistici, la questione va affrontata dal medico con entrambi i coniugi presenti insieme. Poi, nel percorso che si integra con analisi di laboratorio e accertamenti medici, alla coppia occorre affiancare un professionista di coordinamento, il “counsuelor per la consapevolezza della fertilità di coppia”, la figura oggi assente dagli organici che verrà preparata con il corso biennale per laureati.