SUICIDIO. Trevigiano si spara in albergo

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The silhouette of a praying woman sitting in a dark tunnel with a light at the end.

Registriamo, e dobbiamo farlo, un altro suicidio. A togliersi la vita un 52enne trevigiano di un paese ai piedi del Montello. Ha scelto una impersonale camera d’albergo nel padovano. Si chiamava V. Tralasciamo il cognome, che pur conosciamo, certi che lui non vorrebbe fare notizia. E allora, pur rispettando quello che reputiamo il suo desiderio, ci permettiamo un appello. Perché l’abbiamo lasciato arrivare a tanto orrore? Perché non gli abbiamo mostrato almeno un lato positivo di questa vita raminga? Perché non gli abbiamo offerto una mano di fronte alle sue difficoltà?

Per V. siamo arrivati tardi e sarà tardi per altri ancora: per chi si toglie la vita, per chi teme gli (le) venga tolta.

Siamo una terra dove l’associazionismo prolifera, eppure non riusciamo far penetrare il nostro sguardo su chi ci vive accanto. Non è riservatezza, forse è incapacità di fare comunità, forse individualismo. Imboccata una pessima strada.