EXPORT DI MARCA. Treviso 7a provincia in Italia con 13,5 miliardi. Crescita +4,6%, ma era +6,3% l’anno scorso

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La provincia di Treviso chiude l’anno 2018 con una crescita superiore alla media regionale (+4,6%), ma in netto rallentamento rispetto allo scorso anno (+6,3%). Siamo in una fase di rallentamento e non si intravedono punti di svolta nel breve periodo. L’economia italiana, nel corso del 2018, ha progressivamente rallentato più che nel resto dell’area euro risentendo soprattutto della frenata degli investimenti su scala globale, anche in maniera indiretta, come fornitrice di beni intermedi alle imprese tedesche. I dati diffusi dall’Istat per l’anno 2018 evidenziano un rallentamento delle esportazioni dell’Italia che continuano a crescere del +3,1% rispetto all’anno precedente, ma ad un tasso più che dimezzato rispetto a quello registrato nel corso del 2017 (+7,6%).

Verso i Paesi dell’Unione Europea si registra una diminuzione delle esportazioni verso la Germania (-2,0%) per la quale le vendite erano in crescita fino ad un anno fa (+3,5%) ed il Regno Unito (-2,6%) che si manteneva sopra alla stazionarietà a dicembre 2017 (+1,5%). Continuano invece a crescere le vendite verso la Francia (+5,1%), anche se leggermente al di sotto rispetto ai ritmi dell’anno precedente, della Spagna (+8,1%) e della Romania (+11,0%) molto al di sopra del tasso di crescita di un anno fa (rispettivamente +1,8% e +5,1%). In crescita, ma ad un tasso decisamente più contenuto rispetto a quello di un anno fa, le esportazioni verso la Polonia (+3,8% contro il +22,2%) mentre verso l’Austria si mantengono i livelli raggiunti a dicembre 2017 (+5%). Prosegue, pur in rallentamento, la crescita a due cifre per le vendite verso la Repubblica Ceca (+11,4%).

Con riferimento ai mercati extra-Ue ottimi sono i risultati a due cifre verso gli Stati Uniti (+15,2%), primo mercato di riferimento al di fuori dell’Unione, in crescita anche rispetto a dicembre 2017 (+10,2%). Flettono invece le vendite verso Cina e Hong Kong (-1,7%) che risultavano in crescita lo scorso anno (+9,1%). “Questi dati fanno capire come per le imprese l’aggancio alla domanda estera resti fondamentale”, commenta il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza, “e dobbiamo mantenere aperta la nostra economia, e posizionarla adeguatamente in quelli che sono i nuovi assetti geoeconomici che si stanno delineando, anche in questi giorni con il tema Italia – Cina”.

I settori. Trainano le vendite di macchinari che superano di oltre 166 milioni (+7,7%) il risultato del 2017 (+3,3%). Si osservano consistenti incrementi sia nei mercati intra-Ue (+7,1%) – in particolare in Romania (+45,4 mln.), Grecia (+36,7 milioni) e Germania (+17,2 mln.) – che in quelli extra-Ue (+8,3%, contro il -4,1% del 2017). Si conferma più che positivo l’andamento in Nord America: negli Stati Uniti, primo mercato al di fuori dell’Unione, le vendite di macchinari crescono del +23,2% (+35,5 milioni) in accelerazione rispetto al +9,3% del 2017. Importante anche l’aumento in Corea del Sud (+37,4 mln.) e in Egitto (+33,9 mln.).

Crescite superiori alla media anche per l’export di bevande: +8% pari a +55,4 milioni di euro in linea con il risultano dell’anno precedente (+7,0%). Dopo i macchinari, è il maggior contributo alla crescita dell’export provinciale nel 2018. Al risultato contribuiscono principalmente i mercati comunitari (+9,2% contro il +1,4% del 2017), ed in particolare le crescite in Regno Unito (+9,7%) e Germania (+5%). In rallentamento, invece, i mercati extra-Ue (+6% contro il +17,3% del 2017), soprattutto gli Stati Uniti dove le vendite crescono del +7,5% contro il +23,9% dell’anno precedente, ma si tratta comunque del secondo maggior contributo alla crescita del settore (+10,3 milioni).

I mobili, seconda voce dell’export trevigiano, ottengono un risultato complessivo in linea con l’anno precedente (+2,9%), grazie all’accelerazione nei mercati extra-Ue (+6%, contro il +1,6% del 2017) ed in particolare nel mercato statunitense (+20%; +34,5 milioni). Rimangono, invece, prossime alla stazionarietà le vendite intra-Ue (+1,1%), soprattutto a causa del calo in Regno Unito (-11,3%; -24,5 mln.) compensato dagli aumenti in Francia (+4,6%; +14,7 mln.), Spagna (+16%; +10 mln.) e Germania (+3,2%; + 7,6mln.).

Brusca frenata per gli elettrodomestici, terza voce export provinciale (-0,7%) dopo la crescita a due cifre dell’anno precedente (+12,8%). Invertono il segno le vendite all’interno dell’Unione (-4,9%) a causa delle contrazioni a due cifre in Germania (-28,1%), Francia (-22,4%) e Regno Unito (-14,1%), non compensate nemmeno dal forte incremento nei Paesi Bassi (+52,4%). Rallentano quelle extra-Ue (+8,3% contro il +23,6% del 2017): complice lo stop in Russia (-0,2%) e la decelerazione negli Stati Uniti (+23,4% contro il +60,6% del 2017).