TREVISO/1. Export, imprese e Via della Seta, la porta anche per andare in Cina

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Da sx Francesco De Bettin, Alberto Baban, Alessandra Ricci, Stefano Favale e Alfeo Ortolan

Nel dibattito tra imprenditori di Dba Group, Maeg e VeNetWork è diventato un punto centrale la Nuova Via della Seta, oggetto discusso di un possibile accordo tra l’Italia e la Cina. Altri Paesi hanno già sottoscritto. Se diamo la possibilità alla Cina di entrare, potremmo essere invasi da prodotti che spiazzerebbero i nostri sul mercato. Questa una tesi. L’altra tesi: l’onda c’è, impossibile fermarla, conviene capire come meglio cavalcarla. Non è uno scoglio che ferma il mare, tanto più che il progetto cinese della Nuova Via della Seta comprende sia trasporti via mare che trasporti via terra e non consiste solo nel collegamento tra due punti, ma in una serie numerosa di nodi strutturati, capaci di assorbile e distribuire valore lungo tutto il percorso. Chiarissima la posizione di Francesco De Bettin, presidente Dba Group di Villorba. La Nuova Via della Seta è una porta per la quale la Cina entra in Occidente; per la stessa porta noi possiamo andare di là. “Ho tanta fiducia nella creatività degli italiani, e come popolo abbiamo certamente molte chances”.