CISON DI VALMARINO. La Cisl dà i numeri del mercato del lavoro

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Il Consiglio generale della Cisl Belluno Treviso si riunisce giovedì 14 marzo a partire dalle 9.30 a Castelbrando, a Cison di Valmarino. Ai lavori parteciperà il Segretario nazionale della Cisl Piero Ragazzini, che concluderà i lavori con il suo intervento, alle ore 13. Al centro della discussione del Consiglio, composto da 128 dirigenti sindacali, ci sarà l’andamento del mercato del lavoro nel 2018 e le prospettive per l’anno in corso, con un approfondimento a cura di Marco Valentini, direttore del dipartimento Economia e Imprese presso InNova Studi e ricerche e dottore di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dov’è docente a contratto di Politica Economica.

Il 2018 è stato un anno positivo per quanto riguarda il mercato del lavoro, in entrambe le province. La Marca, dal punto di vista occupazionale, sta tornando sui livelli pre-crisi del 2009. A dicembre 2018, infatti, mancavano solo 940 posti di lavoro per raggiungere il livello occupazionale dell’inizio del 2008. A dicembre 2017 le posizioni che ancora mancavano all’appello erano più di 9.000.

Complessivamente, nel 2018 si sono create 8.075 posizioni lavorative dipendenti (di cui la metà a tempo determinato), valore superiore all’anno precedente che si è fermato a 7.420. La dinamica delle posizioni dipendenti del quarto trimestre 2018 si è dimostrata però leggermente peggiore del 2017: il saldo è stato negativo per -5.565 unità (nel 2017 era fermato a -5.105), con difficoltà soprattutto nel tessile, abbigliamento e calzaturiero, nel metalmeccanico, nelle costruzioni, nel commercio all’ingrosso e nel magazzinaggio.

Anche in provincia di Belluno nel corso del 2018 è proseguito, seppur lentamente, il recupero dei posti di lavoro: per raggiungere i livelli pre-crisi a dicembre del 2018 mancavano circa 1.555 posizioni, nello stesso mese del 2017 erano -2.435. Il 2018 ha quindi recuperato 875 posizioni, valore più basso di quanto registrato nel 2017 (1.270 unità). Nel quarto trimestre si registra un saldo positivo (2.180, complice la stagione turistica), superiore all’anno precedente (1.940 posizioni nette nel 2017). Nel 2018, il 66% dei contratti è a tempo determinato (due punti percentuali in più rispetto all’anno prima). Passa dall’8,8 al 10,3% la quota di contratti a tempo indeterminato, con un calo del 4% dei contratti in somministrazione.