PORDENONE. Grandi opere e sicurezza. Il ‘nemico’ resta il cellulare

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Lo smartphone è la prima causa degli incidenti stradali. Il fattore umano, infatti, incide nel 93% dei casi. “Mai fidarsi di se stessi”, è il monito lanciato nel corso del convegno “Le grandi opere. Il valore della sicurezza stradale” che ha fatto da apripista alla quinta edizione della manifestazione “Uniti per la sicurezza stradale” organizzato da BM Sport&Drive di Massimiliano Bertocci in collaborazione con Unindustria di Pordenone, in programma da venerdì 8 a sabato 9 marzo al centro commerciale Sme. L’incontro, moderato dal giornalista Alfonso Di Leva, tenutosi a Pordenone Fiere, ha visto per protagonisti Autovie Venete, la Polizia stradale, il Comune di Pordenone e l’Ordine degli Ingegneri. Nel corso degli interventi i relatori hanno posto l’accento sulla fondamentale coniugazione tra infrastrutture e sicurezza, sull’importanza della progettazione per garantire infrastrutture sicure, sul ruolo della prevenzione per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, nonché sul corretto utilizzo del veicolo durante la guida.
L’utilizzo sconsiderato dello smartphone si sta affermando come il pericolo numero uno sulle nostre strade. A portare alla ribalta il problema è stato il dirigente del Coa, Gianluca Romiti. Tesi suffragata anche dalla polizia stradale e dalla polizia locale con gli interventi rispettivamente del dirigente Stefano Valeri e del comandante Stefano Rossi. “Guidare in autostrada è più sicuro che su altre arterie – ha sottolineato Romiti – perché il valore aggiunto sono la manutenzione delle carreggiate e la quantità di informazioni veicolate grazie alle tecnologie utilizzate e alla presenza delle forze dell’ordine e degli ausiliari alla viabilità che vigilano sull’intera rete. Purtroppo barattiamo la sicurezza con i nostri cellulari. “Un secondo speso al telefonino viaggiando a 130 chilometri all’ora – ha ribadito l’Ispettore Bruno Chiggiato – vuol dire percorrere un intero campo di calcio. Occorre un salto culturale”.
Il futuro delle grandi opere.
Il futuro della sicurezza e, contemporaneamente, dello sviluppo economico dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia passa attraverso le grandi opere. La terza corsia della A4 è in avanzata fase di realizzazione. Non soltanto. Come ha precisato il presidente di Autovie Maurizio Castagna “i lavori finiranno prima del previsto, grazie all’impegno della società e delle ditte esecutrici”.  La maggior parte dei lavori che stanno interessando il nodo di Palmanova, saranno completati entro il mese di luglio, mentre tutto il terzo lotto – da Alvisopoli a Gonars, sarà ultimato entro la fine del 2019, inizio del 2020. Il presidente degli industriali di Pordenone, Michelangelo Agrusti, ha ribadito ancora una volta la necessità di completare la Cimpello – Sequals prolungando il collegamento fino a Gemona del Friuli, “completamento indispensabile – ha detto – anche in vista della conclusione dei lavori della Pedemontana Veneta”. Il rischio, secondo Agrusti “è che il traffico si riversi sulla viabilità ordinaria, con tutte le inevitabili conseguenze per la viabilità e la sicurezza”. Concetto condiviso e approfondito anche da Cristina Amirante assessore alla mobilità del Comune di Pordenone. Su chi realizzerà l’opera e qui è stata chiamata in causa Autovie, il presidente Maurizio Castagna ha precisato che “la nuova Società Autostrade Alto Adriatico, grazie all’affidamento della concessione fino al 2048, sarà nella condizione di reperire tutte le risorse tecniche e finanziarie necessarie alla sua realizzazione, se il regolatore e pianificatore regionale riterrà di dar corso all’intervento”.