LAVORO. In Veneto 200mila occupati in nero

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“A che punto è il protocollo contro caporalato e lavoro nero annunciato nelle scorse settimane dalla Regione? Dalle parole e dai tavoli è urgente, oltre che doveroso, passare ai fatti”. A chiederlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni ricordando la risposta della Giunta, all’interrogazione presentata lo scorso 19 dicembre in seguito al ritrovamento del corpo di un boscaiolo, impiegato a nero, abbandonato senza vita in un dirupo in Trentino, dal titolare di un’azienda bellunese.

“Lo sfruttamento, soprattutto in determinati settori, è un fenomeno consolidato, con tutto ciò che ne può conseguire. Al di là dei provvedimenti che prenderà la magistratura sul singolo caso, serve una forte azione politica. La Giunta ha parlato di incontri con Veneto Lavoro, Anpal, Ispettorato del lavoro, Inps, Inail, sindacati e associazioni datoriali per arrivare a un protocollo con varie azioni per l’incrocio della domanda e offerta in agricoltura e il rafforzamento delle condizioni di legalità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, da siglare nei primi mesi dell’anno. Quanto manca alla firma e all’effettiva entrata in vigore? Ricordo che in Veneto ci sono quasi 200mila occupati in nero, secondo dati della Cgia di Mestre, il cui valore aggiunto è pari a 5,3 milioni di euro, ovvero il 3,8% del Pil regionale. Il fatto che in altre Regioni la situazione sia peggiore – conclude Zanoni  – non è certo un motivo valido per restare ancora a guardare”.