VENETO. Cittadini sempre più ostaggio dei cacciatori. Allerta di Zanoni

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“Stiamo diventando sempre più una Regione calibro 12 ostaggio delle doppiette”, lamenta Andrea Zanoni consigliere regionale del Partito democratico. Nella prossima seduta consiliare, martedì 26 febbraio, il Consiglio regionale sarà infatti alle prese con una doppia proposta di Lega e Lista Zaia. La prima riguarda le modifiche alla legge sulla viabilità silvopastorale che, grazie a infinite deroghe, darà il privilegio ai soli cacciatori di andare con i loro fuoristrada sui sentieri di montagna vietati a tutti i comuni mortali, in aree fragili, a grande valenza ambientale. Dopo toccherà alle ‘Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori’ con cui si vuole tornare ad abbattere il lupo, abdicando a vie intelligenti, e funzionanti, per prevenire le predazioni. Una legge che verrà impugnata e bocciata dalla Corte Costituzionale, come accaduto per quelle di Trento e Bolzano, facendo perdere tempo al Consiglio e soldi ai contribuenti. “Ma non finisce qui, sottolinea il vicepresidente della commissione Ambiente il consigliere Andrea Zanoni, “perché mercoledì in Terza commissione, sempre su proposta della Lega che evidentemente vuole scavalcare Berlato, è stata discussa una proposta di legge sul cacciatore esperto in materia di igiene e sanità delle carni dei selvatici e, ancora, una sull’addestramento dei cani nelle aree della Rete Natura 2000, con possibili gravi danni, nel periodo primaverile, alla riproduzione di uccelli e mammiferi in queste aree protette ad altissimo pregio naturale. Tutto ciò avviene all’indomani dell’approvazione delle leggi 6/2019 e 8/2019 sulla liberalizzazione della caccia con il falco e sull’ennesima proroga del piano faunistico venatorio con cui si perpetua il furto, a danno dei veneti, di un diritto previsto dalla legge statale: vietare la caccia nei propri terreni”.