INCONTINENZA. Arriva l’infermiere enterostomista

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Nell’Ulss 2 arriva l’infermiere enterostomista a supporto degli oltre 1.200 pazienti con stomie. Quattro gli enterostomisti che, a breve, inizieranno quest’attività, andando ad operare a tempo pieno nei tre ambulatori dedicati dell’Ulss 2 collocati, rispettivamente, nel Distretto Treviso (dov’è previsto l’inserimento di due enterostomisti), nel Distretto Pieve di Soligo e nel Distretto Asolo (con un enterostomista ciascuno) . Il reclutamento delle nuove figure è in corso, con un apposito bando esplorativo, volto a individuare coloro che sono in possesso dei requisiti richiesti.
La Rete dei Centri per la Incontinenza, coordinata dal dott. Giulio Santoro, è costituita da tre livelli:

Un primo livello rappresentato dall’assistenza primaria, garantita dal medico di medicina generale/pediatra di libera scelta che ha un ruolo primario nella rilevazione e diagnosi dell’incontinenza

Un secondo livello rappresentato dai Centri attivi, rispettivamente, nel distretto Pieve di Soligo e nel distretto Asolo, volto a garantire l’assistenza specialistica, sia ambulatoriale che ospedaliera

Un terzo livello caratterizzato da un’alta specializzazione e da un team muldisciplinare, attivo presso l’ospedale Ca’ Foncello, dove si eseguono interventi chirurgici di elevata complessità. Il Centro di terzo del Ca’ Foncello sarà caratterizzato da cinque ambulatori dedicati (ambulatorio stomie, ambulatorio riabilitativo, ambulatorio di diagnostica avanzata, ambulatorio prime visite ed ambulatorio controlli postoperatori.

L’assistenza infermieristica specialistica e personalizzata nell’ambito pre e post operatorio da parte di un enterostomista è stata definita nelle “Linee di indirizzo regionale per la gestione dei pazienti adulti con colostomia, ileostomia e urostomie”. L’infermiere stomaterapista svolge un intervento importante e determinante per i pazienti con stomia, al fine di favorire il raggiungimento dell’auto-cura, insegnare le abilità in relazione alla nuova condizione di salute e all’autogestione dei presidi necessari, offrire una relazione terapeutica per permettere alla persona un adattamento a lungo termine alla stomia. Sviluppare la figura dell’infermiere enterostomista permette all’organizzazione di fornire un punto di riferimento per il paziente e/o il caregiver durante il periodo di follow-up, all’interno del contesto ospedaliero ambulatoriale, che possa, oltre a garantire interventi assistenziali legati alla gestione della stomia, alla qualità di vita, alla distribuzione diretta dei presidi in collaborazione con il Servizio di Farmacia, anche fornire informazioni sui supporti territoriali disponibili, come i gruppi di auto-mutuo aiuto, assistenza domiciliare ed Associazioni di Pazienti, che possono rappresentare risorse e strumenti aggiuntivi a disposizione dell’utente, per il raggiungimento dell’auto-cura e di un’adeguata qualità di vita nel nuovo contesto di salute della persona.