ASOLO. Messaggi in bottiglia. Incontro sull’internamento coatto in città. Presenti due figli di internati

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Un viaggio nel tempo, nella Asolo degli inizi degli anni Quaranta, che il periodo bellico costrinse a trasformarsi da ospitale meta del turismo internazionale a luogo di internamento coatto: l’invito giunge dall’Accademia dei Rinnovati che domenica 24 febbraio alle 17.00 nella Sala consiliare del Municipio di Asolo, Treviso, organizza l’incontro “Messaggi in bottiglia” ricerca condotta da Emmanuele Petrin e Vittorio Zaglia che approfondisce una pagina di storia locale ancora sconosciuta, quella che vede protagonisti 80 ebrei croati che vennero confinati nella città collinare.
Il titolo dell’incontro e della ricerca è ispirato da un episodio raccontato da Jasha Levi, che faceva parte del gruppo internato ad Asolo, che nel volume Requiem per una nazione (Editore Giuntina, 2011) narra di aver preso l’abitudine, nei mesi passati ad Asolo, di annotare i pensieri più intimi e segreti e le speranze per un futuro migliore, inserendo poi il foglio di carta in una bottiglia, che sotterrava in un prato.

Lo studio è basato su documenti d’archivio finora inediti e su memoriali e racconti dei sopravvissuti, come quelli di Joseph Conforti (forniti dal figlio Amos) e di Alexandre Studeny Singer, “figlio di guerra”, nato a Riccione nel 1946, che sarà presente all’incontro di domenica 24 febbraio assieme ad Amos Conforti, figlio di Joseph Conforti e Maya Neumann, che oggi vive a Tel Aviv, per portare la propria testimonianza sulle drammatiche vicende vissute dai suoi genitori prima e durante la seconda guerra mondiale.