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TREVISO. Centro Alzheimer di eccellenza. Basilare la diagnosi precoce

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L'equipe del Contro con i tirocinanti

Un caso di Alzheimer precoce trattato in modo eccellente sia dal punto di vista diagnostico che clinico. La rivista internazionale Journal of Alzheimer’s Disease ha “promosso”, collocandolo in prima pagina il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Ulss 2, diretto dal dr. Maurizio Gallucci, in relazione al caso di una donna colpita da Alzheimer.
“Il caso è riferito a una signora di 61 anni – spiega Gallici – che si è rivolta al Centro lamentando l’insorgenza di difficoltà di memoria e di attenzione, oltre alla progressiva incapacità di utilizzare gli strumenti informatici previsti dalla sua professione”.

L’età non anziana e la rapida progressione delle difficoltà cognitive, hanno indotto Gallucci e la sua équipe a studiare il caso da ogni punto di vista possibile, non lasciando nulla di intentato. Il caso si è presentato subito complesso – illustra Gallucci – mostrando aspetti di una malattia di Alzheimer a esordio precoce e atipico, con caratteristiche che richiamavano anche una demenza frontotemporale; anche le analisi genetiche non sono riuscite a distinguere tra le due malattie. L’ottimo lavoro di sinergia con Medicina nucleare ha consentito di dimostrare una cospicua deposizione di proteina amiloide nella corteccia cerebrale, accreditando maggiormente la diagnosi di una malattia di Alzheimer a esordio precoce e atipico. Ciò ha consentito di individuare la terapia più appropriata utilizzando i farmaci per l’Alzheimer che rallentano la progressione della malattia”.

La rivista internazionale Journal of Alzheimer’s Disease ha giudicato di eccellenza le modalità cliniche e diagnostiche con le quali è stato affrontato il caso: non solo ha pubblicato un articolo “https://content.iospress.com/articles/journal-of-alzheimers-disease/jad180715”, ma lo ha voluto richiamare il fatto nella homepage della rivista

Il CDCD di Treviso ha erogato nel 2018 oltre 5000 prestazioni: “I pazienti non sono solo anziani – spiega Gallucci – ma sempre più sono cinquanta-sessantenni che accusano l’insorgenza della demenza. Le forme a insorgenza precoce hanno spesso una predisposizione genetica alla malattia, la cui insorgenza è anticipata da stili di vita non salutari iniziati già in giovane età come l’uso di fumo, alcool, droghe e da concomitanti altri eventi come i traumi cranici.
I criteri e gli strumenti diagnostici si sono molto affinati negli ultimi anni, aumentando la sensibilità nel riconoscimento precoce di queste forme giovanili che prima erano magari interpretate tardivamente come malattia psichiatrica o depressione. La demenza si presenta in diverse forme cliniche e spesso l’esordio è subdolo, mostrando sintomi sfumati.

Con il progredire della malattia ai deficit cognitivi che riguardano memoria, orientamento nel tempo e nello spazio, attenzione, funzioni esecutive, etc, si associa la perdita progressiva dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana, con conseguenze sia nella sfera personale sia in quella delle relazioni sociali e del lavoro. Compaiono inoltre i disturbi del comportamento quali deliri, allucinazioni, irritabilità e aggressività che mettono a dura prova i familiari e che comportano un pesante carico di assistenza. Pur non esistendo a tutt’oggi una terapia risolutiva per la demenza – prosegue – una diagnosi precoce ed accurata consente di mantenere più a lungo l’autonomia del paziente. L’approccio promosso dal CDCD di Treviso è quello di aggredire la malattia da diversi fronti contemporaneamente: con la prevenzione attraverso l’attività fisica, la lettura, la dieta mediterranea e le socializzazione; con la diagnosi sempre più precoce; con la terapia farmacologica e stimolazione cognitiva; con il supporto psicologico al familiare a rischio di depressione grave; con la collaborazione con le Associazioni dei familiari, i Centri di Sollievo, le Case di riposo e il Centro Provinciale per il Volontariato.

Il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze con sede a Treviso svolge funzioni di coordinamento degli altri CDCD dell’Azienda Ulss2 Marca Trevigiana e funge da Centro di secondo livello sia clinico, per casi clinici ritenuti complessi, sia organizzativo gestionale nell’ambito dei disturbi cognitivi. L’effetto positivo di questa organizzazione è stato quello di promuovere sia un’uniformità delle prestazioni sanitarie sia una rete collaborativa tra i cinque CDCD Aziendali.

Il CDCD di Treviso svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e presa in carico nei riguardi di chi perde la memoria. Il Centro è dotato di un laboratorio di stimolazione cognitiva, ha costituito un Registro per le demenze e gestisce gruppi di cammino e lettura rivolti alla prevenzione secondaria per chi presenta un iniziale decadimento cognitivo.