BOLOGNA. La Fondazione Fico è sede del coordinamento nazionale delle Strade del vino.

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Il Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori riunito a Fondazione FICO,a Bologna, dove ha fissato la sua sede, per presentare attività e obiettivi per il 2019. Era presente anche la Strada del Prosecco. L’organismo, nato a fine 2017 e al quale aderiscono 79 Strade tra le più attive del Belpaese, si è riunito a Bologna per fare il punto sulle iniziative svolte nel 2018 e quelle in cantiere per il futuro. A cominciare dalla volontà di essere un interlocutore autorevole delle istituzioni nella definizione della disciplina dell’esoterismo, abbozzata dalla legge di bilancio 2018.

Fondazione FICO ha ospitato stamane la conferenza stampa “Prospettive e sviluppi” organizzata dal Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia. Una realtà costituitasi a fine 2017 per contribuire alla crescita e al consolidamento di quel turismo rurale, enogastronomici e culturale che rappresenta una voce sempre più importante dell’economia e dello sviluppo futuro del nostro paese. La scelta del luogo non è casuale: è proprio Fondazione FICO, infatti, la sede ufficiale del nuovo organo. L’incontro ha dunque rappresentato non solo l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del sodalizio, ma anche per avviare una fruttuosa collaborazione con il parco tematico dedicato all’agroalimentare.

Ad oggi, il Coordinamento riunisce 79 Strade, tra cui alcune delle realtà più importanti e strutturate di un panorama italiano quanto mai ricco e diversificato. Basti pensare che queste contano al loro interno oltre 1.000 aziende vitivinicole, più di 500 ristoranti, 450 strutture ricettive, 320 agriturismi ed altre importanti realtà sia pubbliche che private. 147 i prodotti tipici Doc, Docg, Dop, Igp e migliaia di Pat promossi, suddivisi tra Vino (34%), Olio (10%) e le numerose altre eccellenze del territorio (56%). Un patrimonio dal valore inestimabile e dalle potenzialità eccezionali, ma non ancora pienamente espresse.

Tra gli obiettivi più urgenti del Coordinamento spicca quello di essere considerato interlocutore nella definizione della nuova norma sull’esoterismo e sulle politiche di valorizzazione del legame enogastronomia-territorio. Ruolo confermato proprio dal Capo Segreteria Tecnica del Ministro Centinaio nel corso del suo intervento.

Va ricordato che le Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori sono state riconosciute dalla legge n. 269 del 1999. Il Testo Unico sul Vino del 2016 ha ribadito il ruolo chiave delle Strade del Vino nell’ottica dello svolgimento delle attività enoturistiche. Da ultimo, il governo Gentiloni ha inserito nella legge di bilancio 2018 un comma che definisce il termine “esoterismo” come forma di turismo dotata di specifica identità, ma senza indicare con chiarezza i soggetti coinvolti. Ecco perché l’Osservatorio propone una nuova governance del settore e sarebbe in grado di fornire un contributo prezioso nell’aggiornamento dell’ormai obsoleta legge del 1999 e nella definizione della disciplina dell’esoterismo.

Non dimentichiamo che si tratta di un comparto sempre più strategico. Secondo una ricerca di Isnart-Unioncamere, gli interessi enogastronomici per i prodotti tipici e l’agroalimentare made in Italy muovono un turista su quattro in Italia: con il 26% (che sale al 29,9% tra gli stranieri), la motivazione del vino e del cibo ha superato anche l’attrattiva per il patrimonio artistico e monumentale (ferma al 24,2%). Un’indagine Coldiretti/Ixè, dal canto suo, l’Italia è leader mondiale per il turismo enogastronomici, con un +9% nel 2018: durante la scorsa estate, tre italiani su quattro hanno scelto di visitare cantine, frantoi, mercati contadini e aziende agrituristiche; il 42% sono tornati dalle ferie con vini, formaggi, olio d’oliva, conserve e salumi.