COLDIRETTI. Convenzione con Aipo e ufficio consulenza olivicola

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Sabato mattina, 9 febbraio, ore 9, ci sarà un convegno, organizzato dal comune di Maser, dal titolo L’olivo e l’olio Evo di Maser e della pedemontana veneta

“La Marca trevigiana è vocata all’olivicoltura e lo dimostra la storia del territorio, ma anche la qualità dell’olio in essa prodotto. Coldiretti Treviso guarda a questo comparto come ad un’ottima opportunità per le proprie realtà imprenditoriali. Da qui la volontà di dare una consulenza olivicola e olearia che possa far fare un salto di qualità a chi vede nell’olivo un investimento sostenibile. In questo non potevamo trovare migliore collaborazione che con Aipo” Sono le parole di Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti che sabato annuncerà la collaborazione con AIPO.

La Federazione provinciale Coldiretti Treviso dal 1 febbraio ha quindi aperto l’Ufficio di Consulenza Olivicola e Olearia “Olivo.Treviso”, in convezione e collaborazione con AIPO, Associazione Interregionale Produttori Olivicoli, che potrà seguire in toto le imprese agricole: tenuta del fascicolo aziendale; registro telematico di carico e scarico dell’olio di oliva (SIAN); etichettature oli e prodotti collegati; legislazione della filiera olivicola e olearia; certificazioni per Denominazione d’origine e da Agricoltura Biologica, assistenza in verifiche da  Enti, comunicazioni obbligatorie a Enti, progettazione e direzione lavori per la realizzazione di oliveti e frantoi,  corsi di formazione assaggiatori olio d’oliva, analisi chimiche e sensoriale degli oli,  indicazioni agronomiche e difesa fitosanitaria.

“Quattro frantoi cooperative ed altri mini frantoi privati per circa 1600 produttori, tra professionali e per consumo proprio, sono numeri importanti che aggiungiamo a tutte le nuove filiere che stiamo costruendo – sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso – Dalla bachicoltura alla produzione di canapa, da quella di melograno a quelle di nocciole, luppolo e bamboo, in Coldiretti Treviso si parla prioritariamente di biodiversità e sostenibilità oltre che di nuove occasioni di sviluppo per le nostre aziende agricole che nel mondo non sono seconde a nessuno”.

Nella Marca Trevigiana l’olivo viene coltivato prevalentemente nella pedemontana, nell’area compresa tra la Brenta e la Livenza. L’Olio trevigiano è di colore verde­-oro con modeste variazioni del giallo e fruttato di varia intensità. L’acidità non supera i grammi 0,3 per 100 grammi di olio.

I Comuni interessati alla coltivazione sono quelli di Asolo, Borso del Grappa, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Conegliano, Cornuda, Crespano del Grappa, Fonte, Maser, Monfumo, Pederobba, Possagno, San Zenone degli Ezzelini, Susegana, Valdobbiadene e Vittorio Veneto, per i quali è stata concessa anche la D.O.P. “Veneto del Grappa”, ai quali si sono aggiunti Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Colle Umberto, Cordignano, Follina, Fregona, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Refrontolo, San Fior, San Pietro di Feletto, Sarmede, Tarzo e Volpago del Montello, per i quali la D.O.P. è in corso di riconoscimento.

Altri Comuni, nei quali si pratica l’olivicoltura nel Trevigiano, in alcuni in forma più marginale, sono Altivole, Caerano San Marco, Carbonera, Casale sul Sile, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Crocetta del Montello, Farra di Soligo, Follina, Miane, Oderzo, Orsago, Pieve di Soligo, Ponzano, Revine Lago, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Trevignano, Treviso, Vidor.

Sul territorio operano quattro frantoi cooperativi, partendo da ovest la Coop Monte Asolone con sede a Pove del Grappa e bacino d’utenza nei comuni trevigiani limitrofi, la Tapa olearia s.c. con il frantoio di Cavaso del Tomba e un secondo impianto a San Giacomo di Veglia e la Reitia s.c. a Cappella Maggiore, oltre ad alcuni altri piccoli impianti di molitura privati. Sul territorio si contano circa 1.600 produttori, dei quali la metà sono micro produttori che coltivano per consumo diretto.