ECONOMIA. Cna: “Scadenza impossibile. Serve semplificazione”

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«La fatturazione elettronica  presuppone un massiccio  invio di dati senza che ciò determini, fino ad oggi, un alleggerimento degli adempimenti a carico delle imprese. Siamo favorevoli ai cambiamenti migliorativi  e pensiamo che la digitalizzazione possa offrire anche diverse opportunità. Ma queste innovazioni  devono  essere accompagnate da  una vera semplificazione; se, invece, si continueranno a sommare nuove scadenze alle vecchie, ciò che si rischia è un diluvio di adempimenti, come quello che è in arrivo e che finirà per “inondare” Associazioni ed aziende». 

Lo afferma Giuliano Rosolen, direttore della CNA territoriale di Treviso.

La liquidazione Iva del mese di gennaio mette, per la prima volta, gli operatori alla prova con adempimenti connessi alla fattura elettronica, come ad esempio, l’importazione delle fatture elettroniche per conto dei clienti, azione che, in alcuni casi, si sta rivelando nient’affatto scontata. Gli operatori fiscali si trovano, inoltre, di fronte alla prima comunicazione dei dati relativi al cosiddetto “esterometro“, a cui va aggiunta la compilazione dei modelli Intrastat.

«Rivolgiamo un appello al MISE e alla Agenzia delle Entrare  per  una adeguata rimodulazione degli  adempimenti burocratici previsti per il 28 febbraio 2019 che si preannuncia una scadenza impossibile, per Associazioni ed  aziende» afferma Rosolen.

Per ridurre l’insensata mole di adempimenti la CNA propone:

-traslare la scadenza ultima dell’invio dello spesometro relativo al secondo semestre 2018 al 31 marzo 2019;

-eliminare le comunicazioni periodiche Iva trimestrali;

-eliminare o quanto meno semplificare il cosiddetto “esterometro” o introdurre termini di scadenza semestrali (con prima scadenza al 30 settembre 2019) e non mensili come ora previsti;

-consentire la detrazione dell’IVA per i documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.