POLEMICA PROSECCO. Per Zaia si tratta di attacchi di invidia dall’estero. Uno studio dell’Università di Padova fa riflettere

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“Il successo mondiale del Prosecco suscita evidentemente così tanti malumori negli avversari internazionali al punto che il prodotto di punta dell’enologia del Veneto (quarta regione esportatrice mondiale di vini) viene oramai accusato praticamente di tutto. Il Prosecco provoca la carie e fa male ai denti. Il Prosecco fa venire le alluvioni. Il Prosecco – è di due giorni fa – erode le storiche colline che noi vogliamo diventino patrimonio universale Unesco. Sono attacchi d’invidia, barzellette che non fanno ridere”.

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commentando gli attacchi al Prosecco che provengono da alcune testate della stampa anglosassone ed estera.

“In attesa che la stampa internazionale accusi il Prosecco anche di mangiare i bambini – prosegue Zaia – ricordiamo a tutti questi soloni che il Veneto ha sì novemila frane, ma nessuna dove si coltivano i vigneti, bensì dove il terreno e i pendii sono abbandonati”.

Tutto nasce da uno studio dell’Università di Padova pubblicato sul sito pere-review BioRrxiv secondo il quale il terreno di quei vigneti si sta sbriciolando a un ritmo davvero molto elevato.

Tra  Valdobbiadene e Conegliano, nelle aree della produzione del prosecco, la nuova analisi ha stimato l’erosione  di circa 400mila tonnellate di suolo ogni anno nei vigneti.

Visto che il prosecco prodotto è di circa 90 milioni di bottiglie all’anno, il che equivale a dire che 4,4 chilogrammi di terreno sono persi per ogni bottiglia di prosecco.

Per capirlo, il team ha preso in considerazione i dati sulle precipitazioni, il tipo di terreno della zona e il tipo ricopertura del suolo, se presente, nei vigneti. Questi hanno meno vegetazione nel terreno e quindi la pioggia può eroderlo più facilmente.

“Queste stime sull’erosione del suolo sono, a nostro avviso, impreciseha dichiarato un’associazione di produttori di Prosecco Docg.