TREVISO. Venerdì la viola organista protagonista in un concerto di Slawomir Zubrzycki

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La viola organista progettata da Leonardo da Vinci (1452–1519) sarà la protagonista, venerdì 1 febbraio alle ore 21 nella chiesa di San Teonisto di Treviso, del prossimo concerto della nuova stagione dedicata alla musica antica, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dall’associazione almamusica433, con la direzione artistica del maestro Stefano Trevisi, e con il patrocinio della Città di Treviso.

Il concerto in programma (biglietto intero 20 euro, ridotto 12),…principia dai sentimenti, ci condurrà in un viaggio nel suono pensato dal maestro del Rinascimento, accompagnati dal musicista polacco Sławomir Zubrzycki che ha costruito uno strumento musicale progettato da Leonardo nel Codice Atlantico: la viola organista, con l’aspetto di un pianoforte e il suono di una viola.

La mattina di sabato 2 febbraio il musicista incontrerà gli studenti per una conferenza aperta anche al pubblico in cui racconterà le vicende della scoperta e della successiva costruzione della viola organista.

È nel 2009 che Zubrzycki, pianista, claviolinista, compositore e costruttore di strumenti musicali, scopre una vera rarità: lo strumento a tastiera/arco disegnato da Leonardo, che era praticamente sconosciuto e dimenticato. Tra il 2009 e il 2012 Zubrzycki crea la propria versione del modello di da Vinci, attingendo anche da altri strumenti risalenti al periodo compreso tra il 1575 e il 1625.

Con tutta probabilità Leonardo inventò questo strumento osservando lo sviluppo della musica strumentale. Interessandosi anche di musica, voleva presumibilmente creare uno strumento universale o magari perfetto, in grado di unire le qualità sonore della viola (da gamba o da braccio) con la capacità della tastiera di produrre una tessitura polifonica. Tale creazione avrebbe prodotto un suono continuo come l’organo, ma con la possibilità di modulare sonorità e dinamiche e di creare l’effetto vibrato come gli strumenti a corde. Un simile strumento, con una scala estesa, avrebbe potuto sostituire l’intera sezione a corda, ma Leonardo non lo costruì mai.