AURONZO. Rinascita delle Dolomiti e dell’Istituto Pio XII: che fare dopo il tifone?

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Doveva essere una presa d’atto degli effetti del cambiamento climatico dopo il tifone della fine di ottobre che ha colpito le Dolomiti Bellunesi. La tavola rotonda di venerdì 18 gennaio all’Istituto Pio XII di Misurina si è trasformato invece in un evento di forte impatto che ha collocato le basi della rinascita della montagna su strategie nuove, anzi sul ritorno alla strada primordiale dell’economia circolare. A una condizione: che le genti delle vallate si parlino, si incontrino e procedano insieme.
Tatiana Pais Becher sindaco di Auronzo che ha organizzato l’incontro ha convocato allo stesso tavolo la professoressa Federica Gardini di Parma direttore scientifico dell’Istituto Pio XII per la cura dell’asma infantile, sede dell’evento,  Roberto Padrin presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin assessore Regione Veneto all’Ambiente, Paolo Saviane senatore della Repubblica, Marcella Morandini direttore della fondazione Dolomiti Unesco, Luigi Bertinato medico ricercatore all’Istituto superiore di Sanità,  Ermanno Baldo direttore clinico dell’Istituto Pio XII, Francesco De Bettin presidente di Dba Group, Lino Zani ambasciatore nel mondo presso la FAO e il teologo e scrittore Vito Mancuso.
I lavori sono stati moderati da Massimiliano Ossini giornalista di Rai1 e conduttore e autore di Linea Bianca e si sono sviluppati su due tematiche: il microclima eccellente di Misurina per la cura dell’asma e quei 28 mila ettari di bosco spazzati via dal tifone del 29 ottobre. Il tutto sotto la minaccia di un tempo brevissimo di inversione di marcia per evitare il punto di non ritorno sulla china del disastro ambientale e il possibile depauperamento dell’economia della montagna dopo il picco di offerta di legname.

Due temi connessi. Più che lacrime, ci sono state idee e proposte. E’ stato l’intervento iniziale del professor Vito Mancuso a dare subito una chiave d’interpretazione molto vasta. “Non basta l’eco-logia”, ha detto il teologo, “dobbiamo orientarci alla eco-sofia per cogliere e rispettare la bellezza della natura, che può emozionare o incutere timore e che è divina, che è in continua fase creativa perché la creazione non è mai stata conclusa. E le mutazioni del clima ci devono convincere a cambiare orientamento: siamo noi infatti a servizio della natura, non l’inverso, come si è preteso di fare dalla rivoluzione industriale in poi”.
Il ruolo oggi delle persone di montagna e delle istituzioni è la realizzazione, con le risorse di bellezza, di gente tenace e di aria eccellente, di un circolo virtuoso dell’economia illustrato da Francesco De Bettin, ingegnere e imprenditore. La sua proposta, già consegnata alla Regione Veneto, sta nell’accettare il tifone come una opportunità di riflessione e di ri-partenza e avviare la creazione di piccole comunità energetiche con produzione di energia pulita da biomasse rinnovabili, accogliendo direttive e fondi europei destinati alla riduzione delle emissioni in atmosfera, al risparmio energetico, all’impiego di fonti rinnovabili, alla manutenzione dei boschi e all’occupazione. L’economia circolare proposta è quella che fino a pochi decenni fa ha caratterizzato la vita delle popolazioni di montagna, sapienti gestori delle risorse e della bellezza della natura. Tra l’altro, si è detto, le proprietà curative del microclima di Misurina nei decenni passati erano non solo note, ma anche sapientemente utilizzate e hanno attratto a centinaia i bambini all’Istituto Pio XII. Ora la struttura è semi utilizzata e non presente nella mappa statale delle risorse utili per la cura dell’asma, nonostante rappresenti un’occasione di risparmio economico e di benessere naturale per i cittadini colpiti da asma.