PADOVA. Al via la scuola di approfondimento della manipolazione fasciale

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Carla Stecco

Il metodo della manipolazione fasciale ossia una tecnica manuale e riabilitativa adoperata per il trattamento di disfunzioni e sintomatologie dolorose a carico dell’apparato locomotore. Dal 21 al 25 gennaio prossimo l’Università di Padova proporrà addirittura una scuola di approfondimento dedicata presso l’Istituto di Anatomia di via Gabelli.

Il metodo è stato elaborato e proposto da Luigi Stecco, primo fisioterapista italiano iscritto nella scuola nazionale, originario di Arzignano (VI) che ancor oggi, seppur in pensione, pratica questa sua tecnica.

Questa manipolazione può essere effettuata da fisioterapisti, medici, chirurghi o osteopatie e vuole essere un’integrazione alla medicina tradizionale e la parte scientifica di quella che era ed è ancora l’arte dei cosiddetti “tiraossi”.

Solo lo scorso anno sono state formate al metodo fasciale 3000 persone attraverso l’associazione no profit l’A.M.F, fondata dai due fratelli Stecco e dal padre per riunire tutti coloro che vogliono far conoscere e studiare le potenzialità terapeutiche della Manipolazione Fasciale.

L’associazione è riuscita, solo con il passaparola, a diffondere i suoi corsi in 55 paesi del mondo – dalla Cina al Sud America fino all’Africa dove sono presenti in Kenya e Sudafrica, così come in Europa. Paradossalmente sono meno conosciuti in patria, in Italia e così pure a Padova dove l’associazione ha fondato sia un Istituto che una scuola. 

Da lunedì 21 al 25 gennaio prossimo presso l’Istituto di Anatomia, in via Aristide Gabelli,  ben 40 partecipanti, tutti docenti di altri metodi di fisioterapia e scienze motorie  provenienti da tutto il mondo, dalle 9 alle 18 seguiranno lezioni teoriche e pratiche di manipolazione fasciale. Tra questi, 10 sono italiani. 

Tra i laboratori che verranno proposti ai partecipanti c’è quello dell’ecografia ad ultrasuoni, poco costosa ed invasiva sul paziente, che permette di vedere le proprietà di scorrimento delle fasce; il laboratorio di ingegneria per analizzare le proprietà biomeccaniche delle fasce e come queste siano correlate con le capacità motorie e le disfunzioni. E ancora il laboratorio sulla parte cellulare e molecolare della fascia per capire e conoscere le componenti microscopiche della fascia e avere una visione globale. A tutti sarà rilasciato un attestato di partecipazione.