CA’ DELLA ROBINIA. Fallisce anche la terza asta: bastavano 500mila euro

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Nervesa della Battaglia, anche la terza asta di Ca’ della Robinia è andata deserta. L’apertura delle offerte era prevista questa mattina alle ore 10 nello studio del notaio Sara Ristori di Conegliano. Il curatore fallimentare è il dottor Edoardo Lollo e la base d’asta era di 667.760 euro. Erano accolte tutte le offerte purché non inferiori a 501mila euro. Un prezzo sicuramente interessante per un complesso costituito da terreni, di cui una buona porzione con destinazione a vigneto, e fabbricati. Al pianterreno un ampissimo locale di 1500 metri quadrati è la ex discoteca e non è in condizioni ottimali, ma locale ottimo per diversi impieghi come, per esempio, una cantina. Ma non tutto è in degrado, anzi. Sono stati recuperati sia il ristorante di 520 metri quadrati più il porticato annesso, il magazzino di 200 metri quadrati, la sala da pranzo di 60 metri quadrati e, poi, ci sono circa 200 metri quadrati di appartamenti.
La lenta agonia dell’asta per il recupero dei soldi è giusto lo specchio rovesciato dei tempi fluidi e velocissimi che ha avuto l’assegnazione da parte della Regione Veneto di oltre tre milioni di euro alla cooperativa Ca’ della Robinia. Da una parte, Regione Veneto, la firma è stata di Remo Sernagiotto assessore al sociale e ai servizi per i disabili e, dall’altra, quella del ricevente, Giancarlo Baldissin, socio della cooperativa e proprietario di tutto il complesso Ex Disco Palace. Erano soldi destinati ai disabili per rendere la loro esistenza meno incerta (questo è stato il pretesto intenzionale, subito disvelato fasullo dai fatti). Oltre tre milioni di euro per Ca’ della Robinia e ora neanche per 500 mila euro il curatore trova un compratore!
Non c’è ancora la data per la prossima asta, la quarta. Il curatore fallimentare il dottor Lollo prevede comunque di farla prima dell’estate, ma la decisione sarà presa dopo aver consultato i creditori e il giudice.