GIUSTIZIA. Per la morte del nonno in incidente stradale, risarcita anche la nipote

454

Ai fini della risarcibilità quel che rileva è la perdita di un affetto, che non può essere subordinata alla mera convivenza o meno con la persona deceduta. È una sentenza che riconosce lo stretto legame tra nonno e nipote, quella depositata nei mesi scorsi dal giudice della prima sezione civile del Tribunale di Treviso, dott.ssa Clarice Di Tullio.

I fatti. Otto anni fa, nell’ottobre 2010, lungo la Provinciale 102, a Vedelago, un sessantaduenne di Piombino Dese, in bicicletta, viene travolto da un autotreno e il tremendo impatto non gli lascia scampo. Il perito conclude che la responsabilità grava per il 60 per cento sul ciclista, per aver attraversato improvvisamente la strada sulla corsia dove sopraggiungeva il mezzo pesante, ma per il 40 per cento anche sull’autista, per aver tenuto una velocità di molto superiore al limite dei 50 km/h: viaggiava a 78 km/h, laddove, se solo fosse andato a 57, avrebbe potuto frenare in tempo evitando l’urto. Sulla scorta di questa perizia, l’imputato chiede e ottiene di patteggiare e viene condannato a una pena di dieci mesi.

Nonostante questo punto fermo, però, l’UCI, Ufficio Centrale Italiano, che gestisce i sinistri in Italia per conto delle compagnie estere, nella fattispecie Allianz Versicherungs, non intende liquidare ai familiari della vittima un euro di più degli acconti versati a titolo risarcitorio in sede stragiudiziale e il cui calcolo si basa su un concorso di colpa del proprio assicurato stimato nella misura soltanto del 20 per cento. I congiunti della vittima, per ottenere giustizia, attraverso la consulente personale, dott.ssa Elisa Sette, si rivolgono a Studio 3A, società specializzata nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro e dopo numerosi e inutili tentativi di trovare una soluzione extragiudiziale, si è costretti a citare in causa le due compagnie avanti al Tribunale di Treviso.

Grazie al lavoro dei legali, gli avvocati Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, e Alessandro Menin, del Foro di Venezia, e di Studio 3A, che ha collaborato, la sentenza ha reso giustizia ai familiari, riconoscendo loro nel complesso una ulteriore somma di quasi tre volte tanto l’ammontare dell’acconto già ricevuto, e condannando anche l’Uci al pagamento delle spese processuali.

Ma l’aspetto più interessante del pronunciamento del giudice riguarda la domanda di risarcimento presentata dalla giovane nipote della vittima, di cui Uci chiedeva il rigetto in quanto l’assenza di convivenza con il nonno avrebbe escluso la risarcibilità del danno. Ma il giudice ha stabilito una somma anche per la nipote.