TREVISO. La trilogia di Feltrin sugli espropri della Pedemontana: mercoledì agli Spazi Bombe

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Mercoledì 5 dicembre alle ore 21, nell’auditorio degli spazi Bombe di Treviso, proiezione di Asfalto. Pensare metà / Vuota / Una storia d’amore(Italia 2017-2018, durata 55’) del giornalista e videomaker trevigiano Dimitri Feltrin.

INGRESSO 5 euro.

I tre cortometraggi che compongono la trilogia Asfalto raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione.

Pensare metà, il primo cortometraggio della trilogia, ha vinto recentemente il Premio FiatiVeneti a Fiaticorti 19, il Festival internazionale del cortometraggio di Istrana, per il migliore corto della sezione speciale dedicata al territorio in cui si svolge il festival.

Il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta attraversa le province di Vicenza e Treviso. Quasi 95 chilometri di asfalto stanno per coprire migliaia di ettari di campagna in 36 comuni, tra cui quello di Riese Pio X. Oltre a provocare effetti di carattere viabilistico e ambientale, la realizzazione dell’opera incide anche su tante storie private.

Partendo dalla lettura delle foto di famiglia degli espropriati, Asfalto racconta i drammi generati dal forzato distacco dai luoghi nei quali si sono sviluppate le vite dei protagonisti: luoghi che racchiudono in sé la memoria di vissuti ricchi di emozioni, positive e negative, che non possono essere ripagate da indennizzi di carattere economico.

Il film si compone di tre cortometraggi, ognuno dedicato alla storia di un diverso nucleo familiare, tutti residenti nel comune di Riese Pio X, e documenta il lavoro di mediazione artistica condotto da Dario Antonini, membro del Collettivo Fotosocial, che ha anche condotto un lavoro di documentazione fotografica del cambiamento paesaggistico dell’area.

Asfalto#01 – Pensare metà

I componenti della famiglia Tonin, dopo tanti anni di duro lavoro, rinunce e sacrifici per mettere in piedi e far fruttare la propria azienda agricola, stanno per vedersela deturpare e snaturare dal passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta. Una ferita che va ad aggiungersi a quella che la prematura morte del fratello ha già inferto su Angelo Tonin, e a quelle che i suoi figli hanno faticosamente rimarginato dopo una giovinezza all’insegna delle privazioni legate alla vita contadina.

Asfalto#02 – Vuota

La casa di Monica, completamente svuotata prima di essere demolita per fare spazio alla Superstrada Pedemontana Veneta, diventa metafora del vuoto esistenziale che la sua proprietaria sta vivendo a causa del forzato distacco dall’abitazione e dai tanti ricordi, felici e dolorosi, che ad essa la legano. È Monica stessa, percorrendo le stanze vuote dell’abitazione che sta per essere abbattuta, a ricostruire, grazie al supporto delle foto di famiglia più dense di significato, i ricordi più significativi di un’esistenza che sta per essere stravolta.

Asfalto#03 – Una storia d’amore

L’ultimo capitolo racconta della vita di Gianni e Margherita Crespan che, conosciutisi in giovanissima età, si sono innamorati a prima vista l’uno dell’altra. Da quel momento hanno sempre condiviso tutto: gioie e dolori, sacrifici e soddisfazioni. In particolare hanno unito le forze per costruire la casa dove hanno potuto coronare il sogno, intimamente covato, di avere dei figli e di dar vita alla propria famiglia. Ora, però, il passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta prevede l’abbattimento dell’abitazione che hanno costruito con le proprie mani, dove hanno cresciuto i propri figli e vissuto per oltre quarant’anni, costringendoli a sradicarsi e a cercare una nuova dimora.