CAVA SEQUESTRATA. Zanoni: “L’amministrazione Pietrobon ha sottoscritto in gran fretta”

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L’esponente democratico trevigiano Andrea Zanoni va all’attacco dell’amministrazione di Paese a proposito della cava Campagnole di Padernello di Paese, sequestrata: “Avevo denunciato la gravità dell’accordo del 25 maggio 2017 approvato in fretta e furia dalla maggioranza Lega-Forza Italia in Consiglio comunale, impedendo ai cittadini e alle associazioni di categoria e sociali di conoscere i contenuti così come prevede la legge”.

“Il Comune aveva sottoscritto l’intesa senza fare mai il minimo riferimento al fatto che questo sito fosse già interessato da un sequestro penale di tre lotti di rifiuti pericolosi da parte della Procura della Repubblica di Venezia. Inoltre era oggetto di un contenzioso con la Regione Veneto per stoccaggio illegale di materiali non conformi e incompatibili con l’attività di cava, circa 45.000 metri cubi, con ripetute diffide per il loro asporto”.

La Giunta Pietrobon – continua – aveva presentato l’accordo ai cittadini, riconoscendone addirittura un rilevante interesse pubblico, parlando di realizzazione di un  ‘polmone verde, un’area giochi per bambini, mettendo però le basi per attività future che nulla hanno a che vedere con il green grazie ad un cambio di destinazione d’uso dell’area”.