CENTRO FAMIGLIA. Ecco la 28. edizione della Scuola triennale

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Prima lezione domenica scorsa della 28ma edizione della Scuola triennale di formazione familiare e nuovo collaudo della capacità logistica del Centro della Famiglia per dare assistenza attiva ai 130 minori, figli dei corsisti.
Erano presenti le 24 coppie sposate iscritte al primo anno e che assumono questo impegno per avere competenze formative e conoscenze psicologiche, pedagogiche, teologiche e didattiche. Insieme con loro le coppie del secondo e del terzo anno, più alcune altre con ruolo di tutor. “Sono persone che desiderano esprimere in famiglia e nella comunità il loro progetto di vita e intendono abilitarsi alla pastorale familiare e all’associazionismo familiare”, ha detto don Francesco Pesce direttore del Centro.
E mentre nella Sala conferenze al secondo piano gli adulti hanno iniziato la mattinata di lavoro, al pianterreno i figli, in cinque gruppi in ragione dell’età, sono stati affidati agli animatori, tutti volontari, studenti delle superiori o i figli più grandi delle coppie in formazione. Come gli adulti, anche i piccoli hanno un programma di attività iniziato oggi e che si svilupperà negli appuntamenti mensili del corso. Al termine dell’attività in aula, le coppie trascorreranno una settimana residenziale estiva, sempre insieme con i loro figli.
La prolusione è stata affidata a Maurizio Padovan, formatore, sul tema: “Chi cura la città? La sussidiarietà a cento anni dalla morte di Giuseppe Toniolo”. Curare la città, per Padovan, significa prendersene cura sempre, in forma preventiva, non intervenire soltanto per sanarne le ferite. “E’ questo compito della comunità politica”, ha detto Padovan, “e la prima comunità politica è la famiglia con ruoli, regole e relazioni. Chi compone una famiglia ha quindi il dovere di occuparsi anche della società, ossia avere cura della città”. Questo, la coniugalità e la genitorialità costituiscono i cardini dell’attività formativa 2018-2019.