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CONEGLIANO. Dal 18 va in scena Antennacinema

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15 MARZO. Dal 18 marzo, e per sei giovedì consecutivi escluso quello di Pasqua, a Conegliano (TV) torna Antennacinema con un omaggio a Salvatore Samperi, regista padovano scomparso un anno fa, e un viaggio nel cinema dello sguardo sull’altro, sia esso turco, rumeno, moldavo, africano, che è stato il filo rosso della rassegna coneglianese di questi anni.
Le sei serate con il grande cinema e con i suoi protagonisti, confezionate dal direttore artistico Michelangelo Dalto per gli aficionados della manifestazione, saranno come di consueto sdoppiati in due appuntamenti, alle 18.30 e alle 21.
Non mancherà un rimando all’evento più importante che la città ospita fino a giugno, la mostra di Gian Battista Cima, con proiezioni di documentari d’arte alla scoperta di Carpaccio e Giorgione, coevi al pittore coneglianese (giovedì 22 aprile, ore 18.30).
Tutte le proiezioni saranno su pellicola avranno luogo al multisala Méliès. L’ingresso è libero e gratuito.

LE TRE ANTEPRIME NAZIONALI A CONEGLIANO
Tra i film proposti, tre sono vere e proprie anteprime nazionali: il documentario di Antonello Sarno Salvatore Samperi. Raccontando i sogni (Italia, 21’, 2009), un cine-ritratto del regista padovano  attraverso interviste agli attori con cui lavorò, presentato finora solo alla 66ª Mostra del Cinema di Venezia a settembre  (giovedì 25 marzo, ore 21).
Ma sarà un’anteprima anche la proiezione di Il colore delle parole (Italia, 70’, 2009) di Marco Simone Puccioni, che racconta storie di immigrati radicati da decenni nel nostro Paese ma non ancora cittadini, anch’esso presentato a Venezia (giovedì 8 aprile, ore 20.30).
E sarà, infine, un’anteprima, alla presenza del regista, la proiezione del documentario Valentina Postika in attesa di partire (Italia, 77’, 2009) di Caterina Carone, premiato come Miglior Documentario Italiano 2009 al Torino Film Festival e con il Premio Solinas Documentario per il Cinema 2008 (giovedì 29 aprile, ore 21).

L’OMAGGIO A SALVATORE SAMPERI: IL CINEMA ANTI-BORGHESE
I cinque film di Samperi in programma restituiscono la poetica di un cineasta considerato a torto “minore”. Incasellato troppo semplicisticamente nel cinema erotico d’autore (i suoi film consacrarono Laura Antonelli e Lisa Gastoni come sex symbol degli anni Settanta), il regista veneto, specialmente con le sue prime opere,  ha invece portato avanti una critica serrata alla famiglia borghese, “democristiana”, auspicandone il disfacimento.
Uccidete il vitello grasso e arrostitelo (1970), Grazie zia (1968), Un’anguilla da 300 milioni (1971) si collocano in questo filone. Liquirizia (1979) mette invece sullo schermo un altro tema a lui caro: la rabbia studentesca pre-68 (il film è considerato l’American Graffiti italiano).
La satira, cupa e amara, alla società del suo tempo è debitrice infatti della sue esperienze politiche, a partire dall’adesione al Movimento Studentesco.
L’ultimo film in rassegna, infine, Casta e pura (1981), segna l’inizio del declino della sua cinematografia, che per tutti gli anni Ottanta cederà alle lusinghe del mercato.  «Dopo quel periodo di declino – spiega Antonello Sarno, regista del documentario che lo omaggia - Samperi ritroverà la sua strada in televisione, firmando fiction di pregio e di successo per Canale 5 quali Madame (2004), Il sangue e la rosa (2008), L’onore e il rispetto (2006 e 2009), con cui ha esplorato il genere del melò, che gli era congeniale».

«I titoli di Samperi a disposizione sono pochi, quelli in programma, tuttavia, sono rappresentativi della sua poetica e riescono a dare il senso del suo lavoro – spiega Michelangelo Dalto, direttore artistico di Antennacinema -. In particolare, Liquirizia (1979) e Un’anguilla da 300 milioni (1971) sono due veri e propri gioielli. Con questo omaggio, vogliamo ricordare un regista veneto, padovano, scomparso nell’aprile scorso, i cui film con troppa faciloneria sono stati classificati di serie B. Lo dimostra la scelta dell’edizione 2009 della Mostra del Cinema di Venezia, che ha deciso di omaggiarlo con la proiezione di Uccidete il vitello grasso e arrostitelo (1970) e del documentario di Antonello Sarno».

I film di Samperi in rassegna:

Giovedì 18 marzo, ore 18.30: Uccidete il vitello grasso e arrostitelo (Italia, 92’,1970)
Giovedì 25 marzo, ore 21: Grazie zia (Italia, 94’, 1968)
Giovedì 8 aprile, ore 22: Liquirizia (Italia, 96’, 1979)
Giovedì 15 aprile, ore 21: Un anguilla da 300 milioni (Italia, 109’, 1971)
Giovedì 29 aprile, ore 18.30: Casta e pura (Italia, 95’, 1981)


IL CINEMA DELLO SGUARDO SULL’ALTRO TRA VERITÀ E MENZOGNA
In questi anni Antennacinema ha indagato lo sguardo dell’altro e lo sguardo sull’altro, con incursioni nel cinema africano, rumeno e turco e nel cinema italiano che dà voce alle rappresentazioni dei rapporti, complessi e contraddittori, tra noi e l’altro, l’immigrato, lo straniero.
Nella proposta 2010, c’è la sintesi di questo percorso.
Torna lo sguardo sull’Africa con Il canto delle spose (Francia, 100’, 2009) della regista franco-tunisina Karin Albou (giovedì 18 marzo, ore 21).
Torna lo sguardo sulla Romania con Racconti dell’età dell’oro (Romania, 100’, 2009) di Cristian Mungiu.
Ma torna anche il nostro sguardo su di loro, sull’altro. Con la sezione “Italia e Turchia: il turco immaginario”, attraverso tre film di grandi registi italiani - Harem (Italia/Francia, 96’, 1967) di Marco Ferreri (25 marzo, ore 18.30), Il feroce Saladino (Italia, 94’, 1937) di Mario Bonnard (8 aprile, ore 18.30) e Nostra Signora dei Turchi (Italia, 125’, 1968) di Carmelo Bene (18 aprile) - Antennacinema propone un acuto scandaglio dei nostri stereotipi, e dei loro rovesciamenti. Stereotipi che certo cinema ha contribuito a costruire, e che certo cinema ha contribuito a smantellare, lasciando sedimenti nella nostra cultura che condizionano le percezioni.
La sezione “Sguardi incrociati” porta in sala il cinema che vuole rompere gli stereotipi e i pregiudizi, restituendoci il volto vero dell’altro, quello addolorato, quello che più ci assomiglia. Rientrano in questo filone sia Il colore delle parole (Italia, 70’, 2009) di Marco Simon Puccioni sia Valentina Postika in attesa di partire (Italia, 77’, 2009) di Caterina Carone.
Il percorso che Antennacinema offre con queste visioni è anche meta-cinematografico. Perché porta con sé un discorso sulla duplice anima del cinema, “macchina dei sogni” che con tanta naturalezza può dire la “verità”, mostrando l’uomo e la sua umanità, e con altrettanta naturalezza può “mentire” ed essere contro l’altro, formidabile arma di propaganda.

 

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