5 FEBBRAIO. Il problema delle polveri inalabili PM10 è da tempo al centro dell’attenzione poiché i valori limite previsti dalla normativa sono superati nella gran parte del Nord Italia. A tal proposito si precisa che la normativa prevede per il PM10 un valore limite giornaliero pari a 50 microg/m3 da non superare per più di 35 giorni all’anno e un valore medio annuale pari a 40 microg/m3. Non è previsto invece alcun valore limite per i superamenti orari sui quali vengono calcolate le medie giornaliere, ciò nonostante, ARPAV pubblica in diretta nel proprio sito www.arpa.veneto.it anche le determinazioni orarie che illustrano l’andamento delle concentrazioni del PM10 nell’arco della giornata. L’andamento delle polveri è determinato, oltre che dalle emissioni, variabili nel corso della giornata, anche e soprattutto dallo spessore dello “strato di rimescolamento”, ossia quel primo strato di atmosfera in cui l’inquinamento viene emesso e nel quale viene rimescolato e diffuso. I complessi meccanismi chimici e di diffusione degli inquinanti all’interno di questo strato fanno sì che vengano interessate dall’inquinamento anche zone non direttamente prossime alla posizione di emissione dello stesso. Questo spiega per esempio come mai, in aperta campagna, i valori di PM10 non sono talvolta più bassi di quelli che si misurano in città.
Un’importantissima caratteristica dello strato di rimescolamento è che il suo spessore è variabile nell’arco della giornata: in particolare, durante la notte, lo strato tende ad assottigliarsi anche molto notevolmente, potendo passare talvolta da uno spessore dell’ordine di 1 km, in condizione diurna, a poche decine di metri durante il periodo notturno; di conseguenza gli inquinanti emessi durante la fase diurna hanno, di notte, un volume assolutamente minore all’interno del quale rimescolarsi, con conseguente tipico incremento delle concentrazioni notturne del PM10. Le polveri inalabili sono diffuse omogeneamente in tutta la pianura padana, con variazioni locali non molto significativi, soprattutto in inverno in cui prevalgono condizioni atmosferiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti e spessori dello strato di rimescolamento molto contenuti. Per quanto riguarda Treviso nella stazione di monitoraggio di via Lancieri di Novara, nel 2009 il valore medio annuale del PM10, pari a 35 microg/m3 , ha rispettato il valore normativo medio annuale (pari a 40 microg/m3 ) ed è diminuito rispetto al valore medio annuale del 2008 pari a 40 microg/m3. Analogamente nel 2009 si sono avuti 72 giorni di superamento del valore limite giornaliero di 50 microg/m3 contro gli 83 del 2008. Presso la medesima stazione viene rilevata anche la concentrazione giornaliera del PM2,5 che a breve, anticipando i dettami di una direttiva europea, sarà online sul sito internet.
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